Mossa Fed e stop raffinerie svizzere spingono l’oro

Dopo una prima fase di forte calo (-15%), il prezzo dell’oro ha riconquistato quota 1.600 dollari l’oncia.

oroAnche l’oro non è stato esente dalla forte fase di volatilità che ha colpito il mercato pur contenendo il ribasso molto meglio dei listini azionari che sono sprofondati di oltre il 30%* in poche settimane.

Il prezioso infatti, nelle ultime settimane, ha visto prima una fase di forte calo, cedendo, dal massimo di 1.700 dollari* al minimo di 1.452 dollari* (-15%) e poi un violento rialzo. Dinamica che ha riportato i corsi del metallo al di sopra dei 1.600 dollari*.

In una prima fase della crisi, nella prima metà di marzo, il panico ha dominato la scena e in presenza di una forte irrazionalità del mercato l’oro ha visto il forte calo su menzionato. Complice anche il rafforzamento del dollaro, ma soprattutto la corsa alla liquidità di tanti operatori professionali.

Infatti, il crollo azionario ha obbligato le stanze di compensazione a richiedere agli investitori il ripristino dei margini, dato che le somme depositate per effettuare operazioni a leva sono andate bruciate dalle perdite accusate.

Commento a cura del team Vontobel Certificati

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