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Evergrande: too big to fail?

Se la gestione della crisi di Evergrande sarà ordinata, gli investitori hanno ragione a considerarla idiosincratica e con un impatto limitato sugli altri mercati finanziari.

evergrandeÈ improbabile che Evergrande da solo causi una crisi finanziaria. La notizia della scorsa settimana secondo cui il governo cinese ha informato le banche che l’azienda non avrebbe effettuato il pagamento degli interessi sui prestiti questa settimana è un segno che il governo sta utilizzando gli strumenti che ha a disposizione per arginare le ricadute economiche a livello globale.

Sebbene molte banche abbiano un’esposizione alla Cina, solo la banca Minsheng ha un’esposizione significativa, con Evergrande che rappresenta il 10,6% del suo portafoglio totale di prestiti. Tuttavia, i crediti deteriorati sono ancora bassi per le banche cinesi, tra l’1 e il 2% a seconda della banca e la copertura dei crediti deteriorati è elevata.

Ad ogni modo, se il governo decide di non utilizzare strumenti per assicurare un atterraggio morbido per Evergrande – ad esempio, il governo non interviene per garantire che vengano costruite le circa 1,6 milioni di case pagate ma non ancora consegnate – allora potrebbe esserci una crisi.

Queste situazioni di solito inducono una perdita di fiducia, che innesca la cosiddetta “corsa alla banca”: i clienti vanno tutti insieme a ritirare i loro soldi nello stesso tempo, creando un circolo vizioso. Ma il governo cercherà di evitare l’isteria di massa e cercherà di rassicurare i consumatori prima che ciò accada.

I segnali della recente crisi erano iniziati ad emergere più di un anno fa quando le “Tre linee rosse” sono state introdotte in modo informale e Evergrande ha dimostrato di non rispettare nessuna delle tre, tra le altre cose. Ciò ha indotto l’azienda a ridurre la leva finanziaria.

Allo stesso tempo, la Cina ha introdotto una serie di azioni politiche per raggiungere una finalità di “prosperità comune”, cioè allargare la classe media a scapito degli ultra-ricchi elevando la classe inferiore. Il settore immobiliare è stato coinvolto in questo piano, con nuove politiche introdotte per frenare l’inflazione dei prezzi, rallentare la crescita degli edifici e garantire che i costruttori abbiano bilanci solidi.

Ciò ha visto l’implementazione di una serie di cambiamenti ampi e profondi che potrebbero rimodellare il settore privato cinese, a partire dalla tecnologia, e allargarsi ad altri settori come l’istruzione, il real estate, l’assistenza sanitaria e ora i giochi (a Macao). Ci sono rischi nella realizzazione di questi cambiamenti e ci saranno vittime lungo la strada.

Tuttavia, la Cina è in una posizione unica per apportare cambiamenti e correggere rapidamente la linea politica, alla luce di un processo decisionale top-down.

Questi cambiamenti politici sono strategici e possono tradursi in ostacoli strutturali alla crescita; quello che non intendono fare è demolire il settore immobiliare, che è ancora una parte ampia e importante dell’economia. Rappresenta quasi il 30% del PIL, fornisce un contributo essenziale alle entrate provinciali (sotto forma di vendite di terreni) e dà lavoro a milioni di persone.

In questo contesto, dobbiamo evidenziare ciò che è un problema specifico di Evergrande rispetto a ciò che non lo è. Ci sono decine di migliaia di sviluppatori immobiliari in Cina e molti di loro non sopravvivranno alla decelerazione del settore immobiliare a causa della mancanza di una scala dimensionale adeguata, della mancanza di redditività dovuta dell’erosione dei margini, dell’accesso più limitato al capitale, ecc.

Quelli che sopravvivranno probabilmente vedranno rallentare le vendite, ridursi i margini e si consolideranno; potrebbe esserci anche un maggiore controllo da parte del governo sul settore.

I cambiamenti politici che avranno l’effetto previsto di un rallentamento dell’attività nel settore immobiliare potrebbero portare a un rallentamento della domanda dei consumatori, dato che la proprietà immobiliare rappresenta il 70% della ricchezza delle famiglie cinesi.

Questo, insieme ai blocchi continui per il COVID-19, potrebbe mettere sotto pressione la domanda dei consumatori già fiacca. Oltre a ciò, la politica cinese di tolleranza zero contro il COVID porterà probabilmente a continue chiusure in futuro.

A livello macro, una minore domanda dei consumatori potrebbe tradursi in un rallentamento delle vendite per le società multinazionali che in precedenza avevano goduto del sostegno dei consumatori domestici cinesi.

Stiamo già assistendo a un rallentamento dei prezzi di alcune materie prime in risposta a un previsto rallentamento della crescita in Cina. Il ferro, componente chiave dell’acciaio, che a sua volta è una materia prima fondamentale nell’edilizia e nelle infrastrutture, ha visto i suoi prezzi sgonfiarsi.

È ovvio che anche altri prodotti utilizzati nella costruzione di case dovrebbero subire un rallentamento nel prossimo anno a causa di una minore domanda.

Prima del sell-off, Evergrande – come la maggior parte delle aziende immobiliari cinesi – era nei portafogli di molti investitori asiatici, ed erano coinvolti anche alcuni investitori europei. La maggior parte degli investitori sarà istituzionale, data la complessità del coinvolgimento degli investitori al dettaglio.

L’attuale prezzo di mercato stima che gli investitori in obbligazioni in USD di Evergrande probabilmente recupereranno molto poco, da metà a 20 punti, senza aspettative di cedola. Il risultato più probabile è che la società si impegnerà con i creditori a trovare un accordo di ristrutturazione.

Il modo in cui la Cina gestirà il caso Evergrande e altre crisi potrebbe essere consequenziale. Se gestita male, la perdita di fiducia potrebbe avere effetti di contagio su altri mercati finanziari, in particolare sui mercati HY.

Se la gestione della crisi sarà ordinata, gli investitori hanno ragione a considerarla idiosincratica e con un impatto limitato sugli altri mercati finanziari.

Commento a cura di Jennifer James – Janus Henderson Investors

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