Bollettino Economico BCE aprile 2018

Per la BCE la crescita dell’economia globale è solida ma emergono rischi di restrizioni commerciali. L’espansione dell’attività economica italiana prosegue a un passo più moderato.

BCE economia italiana Pil consumiDal Bollettino Economico della BCE relativo al mese di aprile è emerso che l’espansione dell’attività globale e del commercio internazionale restano sostenute anche se dopo l’aumento di alcune tariffe sulle importazioni deciso dall’amministrazione Trump è aumentato il rischio di restrizioni commerciali su ampia scala.

Anche nell’area dell’euro la crescita è stata robusta, ma non è ancora emersa una chiara tendenza al ritorno dell’inflazione verso livelli prossimi al 2 per cento. Il Consiglio direttivo della BCE ritiene pertanto necessario mantenere un ampio accomodamento monetario e valuta che i tassi ufficiali rimarranno sui livelli attuali per un periodo prolungato di tempo.

In Italia l’espansione dell’attività economica prosegue a un passo più moderato. Nel primo trimestre di quest’anno la crescita del PIL italiano sarebbe stata pari allo 0,2 per cento, in lieve rallentamento rispetto al periodo precedente. La fiducia delle famiglie e quella delle imprese, nonostante alcuni segnali meno favorevoli negli ultimi mesi, si mantengono su livelli ciclicamente elevati e compatibili con la prosecuzione della crescita. La dinamica delle esportazioni, particolarmente vivace alla fine del 2017, sarebbe divenuta più moderata all’inizio di quest’anno. Le imprese segnalano l’intenzione di aumentare ancora i loro investimenti.

In questo scenario il mercato del lavoro sarebbe tornato a rafforzarsi nei primi mesi del 2018 sebbene la dinamica salariale sia ancora modesta. Anche l’inflazione resta contenuta con le famiglie e le imprese che si attendono una lieve accelerazione dei prezzi nei prossimi mesi.

Infine, il credito alle imprese manifatturiere e dei servizi ha mostrato segnali di una più decisa espansione, anche per effetto di un aumento della domanda. Le condizioni delle banche italiane seguitano a migliorare: il peso dei crediti deteriorati diminuisce, la redditività migliora, anche in prospettiva, e la patrimonializzazione cresce.

Questi sviluppi positivi si riflettono sull’andamento dei corsi azionari bancari, saliti del 18,7 per cento negli ultimi dodici mesi.