Valutazioni a Wall Street insostenibilmente elevate, ecco perché

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I prezzi delle azioni a Wall Street hanno ormai raggiunto livelli insostenibilmente elevati, come suggeriscono diversi dati e rapporti:

Il rapporto sull’occupazione negli Stati Uniti è risultato relativamente positivo, con 115.000 nuovi posti di lavoro non agricoli creati ad aprile (e una revisione al rialzo dei dati di marzo, che li porta a 185.000). Tuttavia, un’analisi più approfondita rivela le stesse debolezze osservate nei mesi precedenti: gran parte della creazione di posti di lavoro è avvenuta nei settori della sanità e dell’assistenza sociale, che sono tipicamente a bassa retribuzione.

Si sono inoltre registrati cali occupazionali nel settore tecnologico, tipicamente più remunerativo: questo è il sedicesimo mese consecutivo.

Contrazione dei posti anche nel settore manifatturiero. L’indagine sulle famiglie ha evidenziato una significativa perdita di posti di lavoro e un numero ancora maggiore di lavoratori costretti al part-time perché impossibilitati a trovare un impiego a tempo pieno.

Venerdì scorso è stato pubblicato il sondaggio sui consumatori dell’Università del Michigan (dati preliminari) che ha mostrato che la fiducia dei consumatori è al minimo storico di 48,2. Questo è stato determinato da una notevole flessione del 9% nella componente dell’indice relativa alle condizioni attuali.

Conclusioni che possiamo trarre dalle trimestrali

Alcune recenti conference call sui risultati societari hanno dipinto il quadro di un’economia Usa in difficoltà. Il produttore statunitense di elettrodomestici Whirlpool ha annunciato la sospensione del dividendo, spiegando che la sua attività in Nord America ha registrato un “trimestre difficile”. Ha osservato che la guerra con l’Iran ha causato un “calo del settore pari a quello di una recessione” negli Stati Uniti.

Più specificamente – e in modo allarmante – il CEO di Whirlpool ha dichiarato che questo livello di flessione è peggiore di quanto osservato durante altri periodi di recessione ed è “simile a quanto abbiamo osservato durante la crisi finanziaria globale”.

Ma non si tratta solo di Whirlpool. Anche Shake Shack, una catena di fast food di fascia alta, ha avuto un trimestre difficile; i ricavi sono stati inferiori mentre i costi sono aumentati.

Nel frattempo, McDonald’s ha sostenuto che l’economia è debole e che forse è peggiorata. Il suo CEO ha osservato che la frequentazione tra i consumatori a basso reddito è diminuita in modo significativo a causa delle crescenti pressioni a cui sono sottoposti. L’azienda sta inoltre facendo i conti con l’aumento dei costi della manodopera e delle materie prime alimentari, il che ha ridotto i margini di profitto.

I problemi della catena di approvvigionamento si stanno acuendo. Dobbiamo ricordare che non si tratta solo di uno shock energetico: il conflitto in Medio Oriente ha un impatto su una serie di materie prime critiche, tra cui l’elio e l’ammoniaca.

Quindi questa situazione è più simile alle interruzioni della catena di approvvigionamento che abbiamo visto durante la pandemia. Infatti, l’Indice di stress della catena di approvvigionamento globale della Banca Mondiale segnala un aumento significativo, così come l’Indice di pressione della catena di approvvigionamento globale della Fed di New York.

Ma, mentre la situazione assomiglia sempre più a quella che si è prodotta durante la pandemia, non c’è certamente il livello di stimolo fiscale che abbiamo visto allora – né la capacità per un tale stimolo, date le pressioni sulla sostenibilità dei bilanci pubblici.

Sembra sempre più probabile che la Federal Reserve (Fed) lasci invariati i tassi di interesse per il resto dell’anno – o addirittura inasprisca la politica monetaria – data la traiettoria che sembra seguire l’economia statunitense e con quella che sembra essere un’inflazione elevata e persistente.

Di Kristina Hooper, chief market strategist di Man Group

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