
I punti chiave del report di Scope Ratings che analizza come i ripetuti shock dei prezzi dell’energia e il crescente fabbisogno di capitali legato alla transizione energetica stiano costringendo i governi europei ad assumere un ruolo più attivo nelle Utility di importanza sistemica.
I governi stanno riaffermando il proprio controllo attraverso l’ownership, i finanziamenti, le garanzie e la regolamentazione, mitigando alcuni dei rischi di credito che gravano sul settore energetico europeo.
Gli strumenti specifici utilizzati variano a seconda dei paesi e delle situazioni, ma questa variabilità è fondamentale per l’analisi del credito: sebbene l’obiettivo di fondo di garantire l’approvvigionamento energetico sia lo stesso, i risultati in termini di credito possono differire in modo significativo a seconda di come è strutturato l’intervento e di dove risiedono in ultima analisi i rischi finanziari.
Ciò che conta più della presenza dello Stato nel registro degli azionisti di un’azienda di servizi pubblici è come viene impiegato il capitale sovrano e su quale bilancio ricadono in ultima analisi tali obbligazioni.
Due forze convergenti stanno esercitando pressioni sui governi europei affinché rafforzino il loro controllo sul settore:
In primo luogo, i ripetuti shock sui prezzi dell’energia, dall’invasione russa dell’Ucraina all’attuale conflitto tra Iran e Stati Uniti, hanno messo in luce la vulnerabilità dei bilanci delle utility alle dinamiche geopolitiche.
In secondo luogo, l’intensità di capitale della transizione energetica, dalla costruzione di nuove centrali nucleari all’espansione della rete, supera sempre più ciò che i bilanci privati sono in grado di assorbire.
Entrambi questi sviluppi hanno rafforzato un’unica priorità sovrana: garantire un approvvigionamento energetico stabile e a prezzi accessibili.





