UBI Banca: congiuntura difficile, cala l’utile netto

altI primi nove mesi del 2011 si sono chiusi per UBI Banca (Borsa Italiana – Ftse Mib: UBI.MI) con un utile netto consolidato pari a 182,7 milioni di euro, in calo del 7,6% rispetto ai 197,7 milioni conseguiti nell’analogo periodo del 2010. Al netto delle componenti non ricorrenti e dell’adeguamento dell’IRAP, l’utile netto ammonta a 108,7 milioni di euro rispetto ai 113,6 conseguiti nei primi nove mesi del 2010 (-4,3%).

In virtù della ripresa del margine d’interesse nel terzo trimestre nonché della dinamica delle commissioni nette (leggermente in crescita nei dodici mesi) e nonostante il risultato negativo dell’attività finanziaria, i proventi operativi dei primi nove mesi dell’anno si sono attestati a 2.534 milioni, in flessione del 2% rispetto al 2010.

Nel dettaglio, il margine d’interesse (inclusivo di PPA) ha totalizzato 1.575,3 milioni di euro, in riduzione dell’1,2% rispetto ai primi nove mesi del 2010, riflettendo il maggior costo della raccolta effettuata in corso d’anno, mitigato dalle azioni di repricing degli impieghi progressivamente implementate.

Il cambiamento di perimetro nell’attività di Banca 24/7, con l’uscita graduale dai segmenti di business a maggiore rischiosità – prestiti finalizzati e prestiti personali a clientela non captive – ha comportato un vantaggio in termini di miglioramento del costo del credito (-34,2 milioni) ma minori interessi attivi clientela per 26,2 milioni di euro. A parità di perimetro, il margine d’interesse segnerebbe un incremento dello 0,5%.

Buono l’andamento nei nove mesi delle commissioni nette, in crescita dello 0,8% a 878,6 milioni di euro (+7 milioni) nonostante minori commissioni sul collocamento di obbligazioni di terzi (-23,5 milioni) e una variazione di perimetro, in quanto il 2011 non include più le commissioni di banca
depositaria (7,8 milioni), presenti invece nel 2010.

Nei nove mesi, il risultato netto dell’attività finanziaria di UBI Banca si è attestato a -16,7 milioni di euro rispetto a +13,5 milioni nel 2010. L’andamento trimestrale 2011 evidenzia un utile di 14,6 milioni conseguito nel primo trimestre; una perdita per 7,4 milioni registrata nel secondo trimestre, principalmente riconducibile alla svalutazione di una partecipazione di private equity (-7,7 milioni di euro); una perdita di 23,9 milioni contabilizzata nel terzo trimestre, derivante essenzialmente dalla messa in liquidità di investimenti in fondi UBI Pramerica.

Il contesto attuale rende estremamente complesso prevedere l’evoluzione della gestione, a causa delle forti incertezze circa la risoluzione delle tensioni sui debiti sovrani e del possibile trasferimento degli effetti della crisi finanziaria sull’economia reale e, in particolare, sulla produzione industriale.

Sebbene questa instabilità possa complessivamente avere ripercussioni sia sul livello dei tassi che sull’andamento dei volumi, anche tenendo conto dei nuovi indirizzi regolamentari (in particolare EBA), è comunque ancora ipotizzabile una sostanziale tenuta del margine di interesse e delle commissioni, mentre la componente finanza sarà condizionata dall’evoluzione della situazione politica nazionale e internazionale.