Tutti i guai della Banca Popolare di Spoleto

Tutti i guai della Banca Popolare di SpoletoPiccole o grandi che siano, le nostre banche stanno vivendo momenti davvero difficili: se le vicende di un “gigante” come Monte dei Paschi sono ormai note a tutti, lo stesso non puo’ dirsi per gli istituti di dimensioni minori. È il caso della Banca Popolare di Spoleto. Come si capisce perfettamente dal nome, si tratta della banca principale della citta’ umbra, attiva sin dal lontano 1895. Gli ultimi accertamenti della Banca d’Italia hanno riservato sorprese spiacevoli sul suo conto.

In effetti, la banca spoletina e’ in una situazione di grave anomalia dal punto di vista della governance, con gli organi aziendali in conflitto tra loro e una condotta fin troppo imprudente. Il giudizio di Palazzo Koch non puo’ che essere dunque sfavorevole. Monte dei Paschi ha a che fare anche con questa situazione ambigua, dato che la Rocca Salimbeni e’ il secondo azionista dell’istituto umbro con una quota vicina al 26% e una contrapposizione molto netta rispetto al socio di maggioranza, Spoleto Credito e Servizi.

Non c’e’ un solo aspetto che possa far ben sperare per il futuro. Anzitutto, i valori dei crediti sono stati rettificati subito dopo l’ispezione. Inoltre, e’ stato persino proposto lo scioglimento degli organi aziendali che amministrano e controllano la banca. Come se non bastasse tutto questo, ecco servita anche la sospensione di Francesco Tuccari, direttore generale dell’istituto. C’e’ poi da considerare il declassamento di cui si e’ resa protagonista l’agenzia di rating Moody’s.

Il giudizio e’ sceso infatti da B3 a Caa2. In pratica, il livello precedente rappresentava l’ultimo gradino della piena zona a rischio, mentre ora la banca viene considerata a grandissimo rischio di insolvenza: la probabilita’ che l’istituto dichiari default nel giro di un anno e’ superiore al 20%, a conferma della situazione grave e irreversibile. Per i commissari straordinari si prospettano giorni di fuoco.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it