
Gli esperti del Market Insights Team hanno individuato i “temi chiave” che condizioneranno il quadro macroeconomico e le condizioni di mercato nella seconda parte dell’anno.
Secondo il gestore, i prossimi mesi del 2026 saranno caratterizzati da:
Diversificazione globale sempre più importante – Negli ultimi anni i rendimenti dei mercati azionari sono stati trainati principalmente da un ristretto gruppo di mega-cap tecnologiche statunitensi, determinando un’elevata concentrazione del mercato. Con il rischio che tale concentrazione aumenti ulteriormente, la diversificazione torna a rappresentare un elemento strategico nella costruzione dei portafogli. Un’esposizione più ampia tra asset class, aree geografiche e settori consente infatti di mitigare il rischio e di beneficiare di driver di rendimento differenti, che tendono a performare in modo diverso nelle varie fasi del ciclo economico.
Aumento della spesa per sicurezza e difesa – La spesa globale per la difesa sta entrando in una nuova fase di espansione, con un’accelerazione significativa rispetto agli ultimi decenni. Oltre alle tradizionali capacità militari, il concetto di sicurezza si sta ampliando fino a comprendere energia, minerali strategici e resilienza delle catene di approvvigionamento. Questo nuovo ciclo di investimenti pubblici rappresenta un importante fattore di sostegno alla crescita economica, pur comportando una pressione moderatamente rialzista sull’inflazione.
Disruption causata dall’intelligenza artificiale – L’intelligenza artificiale sta ridefinendo i vantaggi competitivi in numerosi settori, creando al tempo stesso opportunità e rischi per gli investitori. Con la riduzione dei costi legati all’automazione, all’analisi dei dati e alla generazione di contenuti, il mercato tende a premiare le aziende che dispongono di dati proprietari, controllano processi strategici o forniscono infrastrutture essenziali per lo sviluppo dell’IA. Più che investire genericamente nel tema dell’intelligenza artificiale, diventa quindi fondamentale individuare le imprese in grado di trasformare questa innovazione in un vantaggio competitivo duraturo.
Boom degli investimenti legati all’IA – L’espansione degli investimenti in conto capitale legati all’intelligenza artificiale rappresenta uno dei più importanti cicli di investimento aziendale della storia recente degli Stati Uniti, con effetti che si estendono ben oltre il settore tecnologico. Gli hyperscaler dispongono delle risorse finanziarie necessarie per sostenere questo processo nel lungo periodo, alimentando la domanda di infrastrutture, energia, semiconduttori e data center. Se da un lato tali investimenti costituiscono un importante fattore di crescita per i mercati azionari, dall’altro nel comparto obbligazionario aumenta la rilevanza della qualità dei bilanci, della struttura dei finanziamenti e della capacità delle imprese di sostenere l’incremento dell’indebitamento.
Pressioni sui costi e sul lato dell’offerta – Le strozzature dal lato dell’offerta continuano a caratterizzare il contesto macroeconomico globale. La scarsità di manodopera qualificata, i vincoli energetici e gli investimenti insufficienti in infrastrutture stanno mantenendo elevati i costi di produzione, alimentando il rischio di un’inflazione più persistente. In questo scenario si amplia il divario tra le aziende dotate di pricing power e quelle operanti in mercati altamente competitivi, rendendo la selezione dei titoli sempre più importante rispetto alla semplice esposizione al mercato.
Approccio GARP (“Growth At Reasonable Price”) come strategia vincente – In un contesto caratterizzato da profondi cambiamenti strutturali, l’approccio GARP rappresenta una strategia particolarmente efficace. L’obiettivo è individuare società in grado di coniugare crescita sostenibile, valutazioni ragionevoli, solidità patrimoniale e capacità di adattarsi all’evoluzione del mercato. Le migliori opportunità possono emergere tra aziende meno popolari ma caratterizzate da domanda stabile, forte pricing power e management di qualità, la cui creazione di valore nel lungo periodo dipende dalla crescita costante degli utili più che dall’entusiasmo degli investitori. Questo approccio consente di costruire portafogli più resilienti e meno dipendenti dai temi di mercato momentaneamente dominanti.
Indebolimento strutturale del dollaro – Il predominio del dollaro statunitense continua a erodersi gradualmente, rafforzando l’interesse verso una maggiore diversificazione valutaria. In questo contesto, asset denominati in valute diverse dal dollaro, oro e debito dei mercati emergenti in valuta locale possono beneficiare di una prolungata debolezza del biglietto verde e offrire interessanti opportunità di diversificazione.
Una rivalutazione del rischio del credito privato – Il credito privato sta affrontando il primo vero banco di prova dopo anni di forte espansione. L’aumento delle pressioni strutturali e la riduzione del premio stanno rendendo relativamente più interessante il mercato obbligazionario quotato, che torna a svolgere un ruolo centrale nei portafogli grazie alla maggiore liquidità e flessibilità. In questo scenario la gestione attiva diventa fondamentale per selezionare le migliori opportunità, preservare la liquidità e adattare tempestivamente le esposizioni all’evoluzione delle condizioni di mercato.





