Tangenti algerine: Eni e Saipem nei guai

Tangenti algerine: Eni e Saipem nei guaiUn’esclusiva del quotidiano La Repubblica fa nuovamente parlare di Saipem, la societa’ petrolifera controllata dall’Eni: dopo il crollo in Borsa di una settimana fa, stavolta e’ una maxi-tangente a sconvolgere gli uffici di San Donato Milanese. Si tratta di una mazzetta da quasi duecento milioni di euro, relativa a una commessa in territorio algerino. Il nome di peso che e’ stato coinvolto in questo caso e’ quello di Paolo Scaroni, amministratore delegato dell’Eni stesso. Che cosa e’ successo di preciso?

Eni e Saipem sono riuscite ad aggiudicarsi una commessa da undici miliardi di dollari per i progetti Medgaz e Mle nello stato africano: in pratica, e’ stata costituita una joint venture (una societa’ mista per intenderci) con un ente algerino, Sonatrach e le due societa’ avrebbero pagato queste tangenti a un intermediario, in modo da accontentare esponenti di governo e manager. Non manca proprio nulla in questa indagine.

L’affaire di cui si sta parlando e’ stato un vero e proprio terremoto per Saipem, decapitata del proprio top management: negli ultimi giorni hanno infatti lasciato le loro poltrone l’ad Pietro Franco Tali, il direttore finanziario Alessandro Bernini, mentre Pietro Varone, responsabile per l’ingegneristica, e’ stato sospeso a scopo cautelare. Che cosa c’entra dunque Scaroni? Le perquisizioni hanno riguardato anche i suoi uffici romani e l’abitazione milanese, visto che si parla di responsabilita’ amministrativa.

Le societa’ avevano capito perfettamente che l’amicizia del faccendiere Farid Noureddine Bedjaoui era determinante per concludere affari in Algeria: quest’ultimo e’ nipote di un ex ministro e ha reso possibile la commessa incriminata. L’Eni si e’ affrettata a rispondere per sottolineare la propria estraneita’ ai fatti, ma per lo stesso Scaroni e’ davvero un brutto colpo. C’e’ da scommettere che nei prossimi giorni ne sentiremo delle belle.

Autore: Redazione – Iljournal.it