RCS MediaGroup: approvato il Piano Triennale 2011-2013

altI mercati di riferimento in cui opera il Gruppo RCS stanno affrontando una fase di radicale trasformazione, principalmente per effetto dell’innovazione tecnologica, dell’evoluzione dei comportamenti di lettori e investitori pubblicitari e per l’ingresso di nuovi competitor, con una conseguente crisi del modello di business tradizionale, che influisce maggiormente sulla stampa periodica.

In questo scenario, contrassegnato anche da una fase recessiva globale, crescono le opportunità di sviluppo dei ricavi da attività digitali e permane la contrazione dei mercati dei media tradizionali, con l’eccezione dell’area libri. L’andamento della raccolta pubblicitaria dei business tradizionali è in parte compensato dalla crescita sui mezzi digitali. Le previsioni elaborate da RCS sull’evoluzione attesa per il mercato pubblicitario dal 2011 al 2013 stimano in Italia una situazione di stabilità per i quotidiani, un -4% per i periodici e un +15,3% per l’on-line, mentre in Spagna un +3% per i quotidiani, un +18,9% per l’on-line e un +4,9% per la tv free-to-air.

Per il triennio 2011-2013 RCS MediaGroup prevede di raggiungere i seguenti risultati, stimati con riferimento al II Forecast 2010. I Ricavi di Gruppo sono stimati in crescita da 2,259 milioni nel 2010 a 2,453 milioni nel 2013. Per i Ricavi viene stimato un CAGR in crescita del 2,8%, con i ricavi da business tradizionale sostanzialmente stabili e quelli da attività digitali e multimediali in aumento del 20,8%.

L’EBITDA di Gruppo è stimato in miglioramento da 197 milioni nel 2010 a 296 milioni nel 2013, con un CAGR del 14,5% e con una redditività che passa dall’8,7% del 2010 al 12% del 2013, anche per il proseguimento delle azioni di efficienza.
L’EBIT di Gruppo è stimato in aumento da 80 milioni nel 2010* a 201 milioni nel 2013**.

Per quanto attiene la gestione finanziaria, si prevede per il triennio una generazione di flusso di cassa ante investimenti di circa 530 milioni, mentre gli investimenti ammontano a circa 160 milioni. Il debito si riduce da 979 milioni a 677 milioni, senza considerare il contributo derivante da eventuali dismissioni.