Quanti disservizi nei trasporti italiani

Quanti disservizi nei trasporti italianiTerra, mare e acqua: non c’e’ un solo trasporto in Italia che non sia caratterizzato da una serie di disservizi. Una inchiesta dell’associazione dei consumatori Altroconsumo ha permesso di capire quali sono le cifre di questo fenomeno che fa tribolare e non poco i cittadini. In particolare, il rincaro dei prezzi del servizio e’ uno degli elementi che rende piu’ sfiduciati da questo punto di vista, ma la stessa associazione non si e’ limitata a riportare solamente i dati.

In effetti, l’indagine e’ corredata dalla denuncia di alcune clausole vessatorie di cui si sarebbe resa protagonista Alitalia e di una azione di classe contro i traghetti che collegano alla Sardegna. Ben tre pendolari su quattro (il 74% del campione preso in esame) ha affermato di non gradire affatto il servizio ferroviario che viene offerto. Il treno e’ stato criticato in maniera molto dura dai cittadini di Napoli, Roma e Milano per la precisione. Negli ultimi due anni, infatti, sono peggiorate la puntualita’ e la comodita’.

Andando per ordine, in Campania operano sia Trenitalia che la ex Circumvesuviana: nel primo caso, l’insoddisfazione e’ pari al 69%, mentre nel secondo si e’ arrivati addirittura al 92% degli intervistati. Per quel che riguarda, poi, la Lombardia, l’azienda Trenord non convince il 58% del campione, a causa soprattutto dell’affollamento e della pulizia. Non va meglio al cielo: il caso Carpatair e’ stato un altro colpo basso per quel che riguarda il prestigio di Alitalia, tanto che non si capisce spesso con quale compagnia si sta volando. Altroconsumo ha inoltre individuato delle clausole vessatorie che impediscono di conoscere il prezzo effettivo del biglietto.

Il mare, poi, e’ piu’ che mai agitato. Sono gia’ settemila i consumatori che hanno aderito alla class action per l’accordo lesivo della concorrenza che Moby, Grandi Navi Veloci, Snav e Forship hanno realizzato nelle tratte da e per i principali porti sardi. L’aumento medio delle tariffe e’ stato pari, stando ai dati di Altroconsumo, a sessantasei punti percentuali tra il 2010 e il 2011.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it