Primo trimestre 2020, segno negativo per il gioco sul fronte delle entrate erariali: i dati

Quello attuale è un momento storico di grande particolarità per il mondo del gioco d’azzardo. Il Coronavirus ha fatto più danni del previsto, penalizzando più che mai tutto il settore del gioco fisico.

gioco entrate erariali

I vari lockdown, istituiti in gran parte del mondo Occidentale, hanno portato alla serrata di sale scommesse, da bingo e da slot. Chi è sopravvissuto all’ondata pandemica è stato il settore del gioco online, trainato dal comparto dei casinò games. In Italia, per esempio, le piattaforme di casinò online, sono rimaste l’unica forma di intrattenimento a disposizione dei giocatori. Nel solo mese di marzo, questo settore ha spiccato il volo, con una spesa di 94 milioni ed una crescita che, rispetto a marzo 2019, parla di un +29,5%, inimmaginabile alla vigilia dello stato di emergenza.

Ora, con il primo trimestre dell’anno ormai alle spalle, è tempo di contestualizzare i dati sulle entrate tributarie erariali, non solo provenienti dal gioco, prodotte da gennaio a marzo 2020. Il lockdown ha avuto un effetto negativo fin da subito, sull’economia italiana, arrivando a -2217 milioni nel mese di marzo ma nel bimestre febbraio-marzo sono arrivati anche buoni risultati. Stando ai dati resi pubblici dal MEF, l’Erario ha incassato 98.8000 milioni, con un incremento del +1,4% (1400 milioni) rispetto allo stesso periodo del 2019. Per il mondo dei giochi parliamo di entrate di 3268 milioni (quindi un -17,1% rispetto al 2019).

I dati nel dettaglio

Come si commenta questa decrescita? Partendo dai Decreti che hanno accompagnato tutto il periodo di quarantena. I provvedimenti del Governo Conte hanno chiuso le porte a tutte le attività del gioco terreste, come è noto. Che contributo ha dato ogni settore all’Erario, a questo punto? Si apprende che Lotto, Lotterie ed altre attività di gioco hanno versato all’Erario oltre 1,8 miliardi di euro. Di questi 1,34 provenienti dal PREU applicato su Slot e VLT. Altri 311 milioni sono arrivati dal Lotto, 73,1 dalle tasse legate ad altre attività di gioco. Ancora: 71,5 milioni provengono dalla quota del 40% dell’imposta unica sui giochi di abilità e sui concorsi pronostici, altri 15,1 sono Diritto fisso erariale sui concorsi pronostici. Infine, 92 milioni di euro sono arrivati dai canoni di concessione per la gestione della rete telematica di apparecchi da intrattenimento, 148, 4 milioni dalla ritenuta del 6% sulle vincite al Lotto, oltre 346 milioni dalle lotterie nazionali ad estrazione istantanea e 9,3 milioni euro dal versamento di somme da parte dei concessionari di gioco.

I dati parlano di un calo che va ad influire in maniera negativa sulle entrate tributarie erariali. E che probabilmente peggiorerà nel prossimo trimestre.

Le proiezioni sul secondo trimestre dell’anno

Saranno settimane decisive, le prossime, per attività come le AWP e le scommesse sportive. In fase di riapertura di molte attività, anche connesse a slot machine e vlt, potrebbe determinarsi una piccola ripresa nonostante le incertezze sulle misure da adottare a garanzia della sicurezza dei giocatori, comprendendo dunque anche le modalità di gestione delle aree ad esse dedicate. Molto dipenderà, per esempio, da altre riprese, come le attività sportive e il calcio soprattutto, chiamato a dare respiro al settore delle scommesse. Qui è possibile prevedere un leggero incremento per tutta la durata dell’estate. In via di definizione, invece, la ripresa di Lotto e di tutti i concorsi a premi, forse i primi ad essere sbloccati dopo la quarantena.

La strada da seguire è quella di una ottimistica calma: molti settori del gioco avranno priorità, grazie anche alla loro importanza nel novero dell’economia italiana. Resta appeso ad un filo il futuro della filiera, e di oltre 140,000 dipendenti in attesa di conoscere il proprio futuro.

Devi essere loggato per commentare Login