Perche’ e’ stato rinviato il riccometro

Tutti i cittadini sono uguali, ma alcuni sono piu’ uguali degli altri: il motto finale, riadattato, della “Fattoria degli animali” di George Orwell si addice perfettamente all’ultima decisione del Consiglio dei Ministri. Anzi, a voler essere proprio precisi, non e’ stato deciso proprio nulla.

La serata appena conclusa poteva essere decisiva per l’introduzione del cosiddetto “riccometro”, uno strumento in grado di individuare chi se ne approfitta de servizi sociali del Welfare senza averne diritto, e invece ancora nulla.

Lo stesso CdM non ha voluto procedere con il varo del parere motivato e dunque chi attendeva con ansia questa novita’ ricevera’ un pugno di mosche. Il governo Monti poteva concludere in bellezza la sua breve esperienza politica, ma diversi motivi lo hanno spinto a soprassedere in questo caso. Anzitutto, la riforma e’ stata considerata di troppo grande portata e il tempo a disposizione troppo breve. Inoltre, e’ stato ritenuto necessario confrontarsi con le varie associazioni sociali coinvolte.

Tra l’altro, le posizioni dei singoli ministri sono apparse in netto contrasto. In particolare, il rinvio e’ stato richiesto a gran voce da Andrea Riccardi, titolare del dicastero della Cooperazione Internazionale e dell’Integrazione, e da Renato Balduzzi, ministro della Salute. La sospensione e’ stata dunque inevitabile. Si e’ parlato molto di un apposito decreto in grado di riformare l’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente), ma il prossimo governo se ne ricordera’?

Peccato, si puo’ parlare di un’occasione mancata e chissa’ quando si ripresentera’. Il riccometro era stato pensato per stanare i finti nullatenenti, una vera e propria piaga sociale nel nostro paese: il funzionamento prevede l’analisi del reddito complessivo delle famiglie, comprese le proprieta’ immobiliari, i depositi bancari e molto altro, in modo da lasciare il libero accesso al Welfare ai nuclei davvero bisognosi.

Autore: Redazione – Iljournal.it