Pensioni: dal 2013 si cambia. A riposo sempre piu’ tardi e assegni piu’ bassi. Ecco tutte le novita’

Il 2013 e’ alle porte e molti italiani dovranno “fare i conti” con l’introduzione dei nuovi requisiti per andare in pensione introdotti dalla Legge Fornero.

Dall’inizio del nuovo anno i lavoratori dipendenti potranno lasciare il lavoro solo con le regole previste dalla nuova riforma, mentre continueranno ad andare ancora fino a giugno con le vecchie regole gli autonomi che hanno dovuto attendere 18 mesi per la finestra mobile.

Dal 1 gennaio 2013 si potra’ andare in pensione di vecchiaia con almeno 62 anni e tre mesi se donne (63 anni e 9 mesi se lavoratrici autonome) e con 66 anni e tre mesi se uomini. Si potra’ andare in pensione anticipata rispetto alla vecchiaia solo se si sono maturati almeno 42 anni e 5 mesi di contributi se uomini e 41 anni e 5 mesi se donne.

Per evitare il salto repentino previsto per gli anni successivi (equiparazione donna-uomo nel 2018) e’ previsto che le dipendenti che abbiano compiuto 60 anni entro il 2012 possano andare in pensione a 64 anni e 7 mesi (quindi nel 2016 senza rischiare l’ulteriore scalino a 65 anni e tre mesi).

Un piccolo salvagente per le donne della seconda parte del 1952 che rischiavano di rincorrere la pensione fino al 2018 con cinque anni di lavoro in piu’ rispetto alle colleghe del 1951.

Per gli uomini se per la pensione di vecchiaia basteranno nel 2013 66 anni e 3 mesi (a fronte dei 66 anni con cui si e’ usciti fino a fine 2012) per la pensione anticipata ci vorranno 42 anni e 5 mesi di contributi (41 anni e 5 mesi per le donne).

Anche per gli uomini dipendenti e’ prevista una eccezione con la possibilita’ di andare in pensione a 64 anni se si sono maturati entro il 2012 60 anni di eta’ e 35 di contributi (quindi per i lavoratori del 1952 sara’ possibile andare in pensione nel 2016 a 64 anni e 7 mesi pur avendone di contributi solo 39).

STOP ALLE RIVALUTAZIONI

Anche per il 2013, come e’ avvenuto quest’anno, ci sara’ il bloccodelle rivalutazioni delle pensioni superiori a 1.443 euro lordi. Gli assegni che oltrepassano questa soglia, non verranno adeguati all’inflazione.

Le rendite al di sotto dei 1.443 euro, invece, saranno incrementati in base al costo della vita (3% circa). Si tratta pero’ di una norma transitoria che, nel 2014, potrebbe scomparire.

Economia

Scrivi il tuo commento sulla pagina ‘Pensioni: dal 2013 si cambia. A riposo sempre piu’ tardi e assegni piu’ bassi. Ecco tutte le novita’ ‘

Economia Pensioni SoldiAutore: redazione – Finanzautile.org

Devi essere loggato per commentare Login

Rispondi