
I prezzi dell’oro sono in calo all’apertura delle contrattazioni europee.
I segnali contrastanti che giungono dall’andamento dei colloqui tra Stati Uniti e Iran hanno smorzato in parte l’ottimismo sulla possibilità di una risoluzione a breve termine del conflitto e sulla normalizzazione del traffico marittimo attraverso lo Stretto di Hormuz.
Ciò ha rafforzato l’attrattiva del dollaro statunitense come bene rifugio, pesando sul metallo prezioso.
Allo stesso tempo, l’incertezza ha innescato un rialzo dei prezzi del petrolio, aumentando i timori inflazionistici e rafforzando le aspettative di una Fed restrittiva, creando un ulteriore vento contrario per l’oro, che non offre rendimenti.
In questo contesto, gli operatori rimarranno attenti ai nuovi sviluppi nei negoziati tra Stati Uniti e Iran, guardando anche alla pubblicazione dei dati sull’inflazione PCE statunitense prevista per giovedì.
Il PCE è l’indicatore di inflazione preferito dalla Federal Reserve e i dati potrebbero influenzare le aspettative sulla politica monetaria della Fed, con potenziali ripercussioni sui prezzi dell’oro.
A cura di Ricardo Evangelista, Senior Analyst, ActivTrades





