
I prezzi dell’oro sono attualmente appena al di sotto del livello di 4.600 dollari, dopo aver raggiunto il massimo storico all’inizio della sessione.
I recenti guadagni del metallo prezioso riflettono un aumento della domanda di beni rifugio, alimentata dalle elevate tensioni geopolitiche, con punti caldi chiave in Venezuela, Ucraina e Iran, aggravate dalla retorica aggressiva degli Stati Uniti riguardo alla Groenlandia.
Insieme, questi fattori hanno aumentato l’incertezza e rafforzato la domanda di oro, ampiamente considerato come il bene rifugio per eccellenza. Tuttavia, i guadagni odierni riflettono più del solo rischio geopolitico.
Essi seguono le dichiarazioni del presidente della Federal Reserve Jerome Powell, che ha confermato che il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti lo aveva minacciato di incriminarlo penalmente in relazione alla ristrutturazione della sede della banca centrale.
Molti investitori considerano questo sviluppo una seria sfida all’indipendenza della Federal Reserve e un’ulteriore escalation degli sforzi dell’amministrazione statunitense per spingere verso un abbassamento dei tassi di interesse.
Qualsiasi percezione di erosione dell’indipendenza della banca centrale potrebbe ridurre l’attrattiva degli asset statunitensi per gli investitori globali, creando un clima di maggiore incertezza e accelerando potenzialmente i flussi verso asset rifugio come l’oro.
In questo contesto, c’è spazio per un ulteriore rialzo dei prezzi dell’oro.
Commento a cura di Ricardo Evangelista – ActivTrades