Stamani il prezzo dell’oro è sceso sotto i 4.600 dollari/oncia, avvicinandosi al minimo di diverse settimane toccato nella seduta precedente. Lo stallo nel Golfo Persico tra Stati Uniti e Iran, con le due parti che non sono ancora riuscite a raggiungere un accordo che possa portare alla fine del blocco, continua a gettare dubbi sulle prospettive dell’economia globale.
Questo contesto ha sostenuto il dollaro statunitense, rafforzandone lo status sia di valuta di riserva che di bene rifugio, e pesando sul prezzo del metallo prezioso.
Nel frattempo, gli operatori seguiranno con attenzione la conclusione della riunione della Federal Reserve in programma nel corso della giornata.
La banca centrale dovrebbe mantenere i tassi di interesse invariati per la terza riunione consecutiva, ma tutti gli occhi saranno puntati sulla conferenza stampa finale di Jerome Powell dopo la riunione.
Gli operatori di mercato cercheranno ulteriori indicazioni su come la Fed stia valutando l’impatto economico della guerra in Iran, in particolare sull’inflazione.
Se il presidente uscente della Fed adotterà un orientamento restrittivo, concentrandosi sui rischi inflazionistici, questo potrebbe portare ad un ulteriore rafforzamento del dollaro e a un aumento dei rendimenti dei titoli del Tesoro, esercitando un’ulteriore pressione al ribasso sul prezzo dell’oro.
di Ricardo Evangelista, Senior Analyst, ActivTrades