Nuove polemiche e perplessita’ sulla Tares

Nuove polemiche e perplessita' sulla TaresIncertezza e polemiche: sono questi i due ingredienti con cui finora e’ stata “condita” la ricetta della Tares, la Tariffa Rifiuti e Servizi che e’ stata introdotta nel 2011 e che e’ in vigore dal 1° gennaio di quest’anno per quel che riguarda la tassazione della gestione dei rifiuti.

Il pagamento della prima rata e’ diventato un vero e proprio mistero, con continui slittamenti, gia’ questo mese di aprile appena cominciato doveva essere quello decisivo, in realta’ ora sembra piu’ probabile dicembre o gennaio 2014.

Ma puo’ bastare tutto questo per risolvere i problemi? La risposta e’ negativa, dato che sara’ necessario sborsare altri trenta centesimi al metro quadrato per i “servizi vari”, una sorta di patrimoniale che si accoppia purtroppo perfettamente all’Imu. Perfino le aziende e i comuni si stanno lamentando per tale stangata, i soldi finiscono infatti nelle casse dello Stato, senza dimenticare la presa di posizione negativa delle associazioni dei consumatori, contrarie fin dall’introduzione della tassa.

Tra l’altro, il passaggio dalla Tariffa d’Igiene Ambientale (Tia) e dalla Tarsu alla Tares non e’ stato indolore: i cittadini hanno dovuto sopportare anni e anni di Iva pagata in modo illecito, mentre la nuova versione dell’imposta verra’ a costare mediamente 45,75 euro in piu’ a ciascuno di noi, come calcolato dal Centro Ricerche Educazione e Formazione della Federconsumatori. Quest’ultima associazione attende entro lunedi’ prossimo il decreto che permettera’ lo slittamento, chiedendo pero’ allo stesso tempo il risarcimento per l’Imposta sul Valore Aggiunto illegittima.

Il principale problema della Tares e’ rappresentato dal suo importo. In effetti, non si tratta tanto del rincaro da trenta centesimi citato in precedenza, quanto piuttosto del fatto che i servizi per cui si paga non sono divisibili. Si sta parlando dell’illuminazione e della manutenzione delle strade, senza dimenticare che nessuno ha pensato a venire incontro a chi ha un basso reddito o una situazione lavorativa particolare (mobilita’ e disoccupazione in primis).

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it