Mutuo casa, con i tassi ai minimi cresce l’importo medio richiesto

Nonostante la discesa dell’Euribor, a settembre 2019 il mutuo a tasso fisso si conferma la scelta preferita delle famiglie italiane.

mutuo casaA settembre, l’Euribor fa segnare nuovi minimi raggiungendo il -0,42% a 1 mese e il -0,45% a 3 mesi. Ciò nonostante, il mutuo a tasso fisso (legato all’Eurirs, anch’esso in calo nell’ultimo anno, ma leggermente in salita nell’ultimo mese di rilevazione) rimane la scelta preferita delle famiglie italiane. Che, grazie al minor peso degli interessi, oggi chiedono un importo finanziabile più alto. È quanto rileva l’ultimo Osservatorio Mutui di MutuiOnline.it.

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Nell’ultimo anno, complice la politica monetaria ultra-espansiva della Banca centrale europea, i tassi medi di mercato sono scesi sensibilmente, raggiungendo valori medi pari a 1,62% per il fisso e allo 0,87% per il variabile. Ma è tra agosto e settembre che alle famiglie italiane si sono presentate le migliori occasioni. Soprattutto per quanto riguarda il tasso fisso, che ha raggiunto ad agosto il minimo storico a 1,17% (a gennaio era all’1,94%), per poi risalire leggermente all’1,27% il mese successivo (il variabile, invece, è oscillato poco durante l’anno, per attestarsi a settembre allo 0,86%). Così, oggi a Milano si può chiedere un mutuo di 100mila per acquistare una casa che ne vale 200mila e pagare a 10 anni un Taeg fisso dello 0,82% per una rata mensile di 855 euro. Interesse che sale fino allo 0,98% (per una rata di 313 euro al mese) se si estende la durata del finanziamento a 30 anni. Utilizzando gli stessi parametri per un mutuo a tasso variabile, invece, a 10 anni si pagherebbe un Taeg dello 0,50% (841 euro di rata mensile) e a 30 anni dello 0,62% (291 euro di rata mensile).

Cresce il finanziamento medio

Il basso costo del finanziamento permette di richiedere importi più elevati a parità di rata, evitando così di indebitarsi maggiormente. In particolare, l’importo medio richiesto per il mutuo è schizzato a 143.153 euro, contro i 131mila di fine 2018 e i 125mila di inizio 2015 (allora i tassi fissi e variabili viaggiavano rispettivamente intorno al 3,5% e al 2%). Anche l’erogato medio è salito: 128.256 euro quest’anno, contro i 127.787 del 2018 e i 116.429 di cinque anni fa.

A conferma della tendenza, le richieste di mutui per la classe di importo compresa tra i 100mila e 150mila rappresentano quest’anno il 33,5% del totale, contro il 31,8% dello scorso anno. In crescita anche la quota di mercato delle classi 150mila-200mila (17,6% rispetto al 15,6% del 2018) e oltre 200mila (12,1% contro il 10,2%). Calano, invece, le fasce 50mila-100mila (31,9% contro il 36%) e meno di 50mila (4,9% contro il 6,4%).

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