Mercato del lavoro: prosegue l’indebolimento negli USA

economia USA e mercato del lavoro

Il mercato del lavoro statunitense è in fase di indebolimento ormai da diversi mesi, nonostante l’inflazione abbia registrato una leggera accelerazione. Da Jackson Hole e dalle precedenti dichiarazioni pubbliche dei funzionari è emerso chiaramente che il mercato del lavoro è saldamente in posizione di forza. Ciò è preoccupante, poiché le aspettative di inflazione e volatilità continuano a crescere. Al momento i mercati sono fortemente concentrati sulla crescita e sul mercato del lavoro, piuttosto che sull’inflazione.

Il rapporto sui Non-Farm Payroll è risultato inferiore alle previsioni di consenso. Il settore manifatturiero continua a registrare un rallentamento, con una leggera moderazione della crescita salariale e un aumento del tasso di partecipazione. Il rapporto sui salari di giugno è stato rivisto al ribasso, segnando il primo dato negativo dal 2020. Il rapporto JOLTS di luglio ha evidenziato un aumento del tasso di separazioni e il ritmo di assunzioni più lento degli ultimi cinque anni. Ultimamente si è parlato molto dell’impatto dell’intelligenza artificiale sulla creazione di posti di lavoro. A nostro avviso, le aziende sono ancora riluttanti a procedere a tagli drastici, ancora segnate dal ciclo del mercato del lavoro 2020-2022.

Quest’anno il mercato del lavoro statunitense è stato sostenuto in gran parte dal settore sanitario e dall’istruzione privata, mentre tutti gli altri settori hanno registrato risultati negativi per circa un trimestre su base continuativa. Non vi sono discrepanze regionali significative o fattori una tantum che abbiano influito sui recenti rapporti. Ciò è piuttosto preoccupante, poiché gli impatti una tantum a livello geografico o settoriale potrebbero essere più facilmente ignorati.

L’indebolimento del mercato del lavoro statunitense continuerà a sostenere le richieste di accomodamento monetario, ovvero di tagli dei tassi da parte sia dei mercati che dell’amministrazione. Dopo la pubblicazione del rapporto, i mercati dei tassi hanno scontato pienamente un taglio a settembre e ora scontano quasi tre tagli entro la fine dell’anno. La sfida attuale per il FOMC è che l’inflazione sembra aver toccato il fondo e sta aumentando ogni mese. La fiducia nelle istituzioni rimane una sfida fondamentale per i mercati e continuerà a pesare sulla parte finale della curva. A nostro avviso, un taglio di 50 punti base da parte del FOMC non può essere escluso a settembre. Se torniamo indietro di dodici mesi, avevamo un quadro molto più positivo per il mercato del lavoro e l’inflazione.

Continuiamo a privilegiare i titoli che accentuano la pendenza della curva a livello globale, in particolare nei segmenti 5-30 o 10-30, soprattutto negli Stati Uniti e nell’Eurozona. Manteniamo l’esposizione corta sul dollaro USA rispetto alle valute del G10 e dei mercati emergenti. Abbiamo orientato i nostri portafogli multi-asset verso un approccio barbell, aumentando l’esposizione alla qualità e al valore nei settori internazionali e in crescita, e vediamo un miglioramento del contesto per i settori sensibili ai tassi di interesse come i REIT.

Commento a cura di Matthias Scheiber, Head of Multi-Asset Solutions di Allspring Global Investments

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