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Mercato Azionario: Outlook 2022

In un contesto che vede ancora ampia liquidità, potremmo assistere ad un protratto rialzo del mercato azionario nell’anno a venire.

tassi interesse mercato azionarioPossiamo guardare alle prospettive macroeconomiche per il 2022 sia dal punto di vista della crescita e dell’inflazione sia in termini di valutazioni, considerando naturalmente le molte interconnessioni. In generale, è ipotizzabile una continuazione del rally del mercato azionario in diverse asset, che potenzialmente potrebbe esaurirsi alla fine del 2022 con un ritorno di una maggiore dispersione tra i vari asset.

La crescita e l’inflazione non sono eccessivamente problematiche. L’inflazione dovrebbe stabilizzarsi entro la fine dell’anno con l’attenuarsi delle frizioni della catena dell’offerta e le prospettive di crescita lasciano pensare ad un’espansione moderata con l’affievolirsi delle misure monetarie e fiscali straordinarie fino ad oggi in essere. Più difficile è invece il tema delle valutazioni.

Si prevede che l’inflazione scenda più rapidamente del previsto, ma i prezzi dell’energia possono ciononostante continuare il trend al rialzo.

Le prospettive di inflazione sono determinate dalle frizioni della catena di approvvigionamento, dai flussi di liquidità e dai prezzi dell’energia. Durante la pandemia, con molti servizi non disponibili, la domanda dei consumatori è stata distorta ed ostacolata dai vari lockdown.

In questo periodo, gli inventari delle aziende hanno fatto fronte alla domanda anche dove la produzione era molto rallentata, tuttavia al termine delle scorte sono venuti a galla i problemi della catena di fornitura globale.

Ad oggi, una parte della produzione è già tornata a livelli elevati, mentre in alcuni settori sono necessari investimenti per rendere possibile la stessa produttività pre-Covid con le nuove regole di prevenzione della pandemia.

Sul fronte monetario, sia la BCE che la Fed rincorrono l’inflazione, considerandola tuttavia per lo più un fenomeno transitorio. Ciò può portare a un ciclo di prezzi e salari in aumento al di sopra della produttività, il che porta a un aumento dell’inflazione.

C’è inoltre da considerare che una forte domanda globale trainata dal recupero di diverse economie mondiali si sta concretizzando in un momento in cui l’offerta può difficilmente tenere il passo. L’inflazione negli Stati Uniti ha pertanto raggiunto livelli mai visti dagli anni ’90 e la Fed, e in misura minore la BCE, stanno giocando un gioco pericoloso da un punto di vista della teoria economica.

Ci aspettiamo che le banche centrali diventino sempre più restrittive e prudenti rispetto al tema inflazione. Ciò potrebbe condurre a un rallentamento della crescita più rapido del previsto entro la fine del 2022.

Con una riduzione dell’inflazione nella seconda metà del 2022, l’OPEC+ avrà un forte incentivo a ridurre la produzione di petrolio per massimizzare i profitti.

A prescindere da un potenziale ulteriore rialzo dei prezzi dell’energia, è probabile che il mercato acceleri rapidamente gli investimenti ESG e sconti un percorso di crescita più lento per un periodo più lungo.

Prosegue il rialzo

In un contesto che vede ancora ampia liquidità, una buona crescita e le banche centrali che si muovono in sordina per controllare l’inflazione, potremmo assistere ad un protratto rialzo azionario nell’anno a venire, anche in stili come Growth e Quality, ma anche nei segmenti del credito e addirittura della duration. Se il mercato dovesse tuttavia iniziare a scontare una crescita più contenuta per un periodo di tempo più lungo gli stili sopra citati potrebbero trovarsi in difficoltà, uno scenario che vediamo possibile verso la fine del 2022.

Quali sono le implicazioni?

In un ambiente in cui l’eccesso di liquidità prevale sui timori di un aumento dell’inflazione, le azioni nordamericane, lo stile Growth e quello Quality si trovano avvantaggiati. Non dobbiamo tuttavia dimenticare il megatrend ESG* in azione che determinerà sempre di più le probabilità di successo delle aziende.

Entro la fine del 2022 i mercati azionari saranno con ogni probabilità messi alla prova, il che normalmente suggerisce l’utilizzo di titoli di stato americani a lungo termine come paracadute. In simili circostanze si crea di consueto una notevole dispersione e di conseguenza più opportunità per una selezione attiva, con i fondamentali che tornano a riassumere un ruolo di primaria importanza nella formazione dei prezzi.

Le 3 implicazioni:

– il cambiamento climatico e la necessità di soluzioni ESG andranno di pari passo alla ricerca di esposizioni attive;

– il rinnovamento della vecchia economia anche attraverso processi di digitalizzazione metterà sotto pressione le aziende meno flessibili. Allo stesso tempo i vincitori saranno soggetti ad una crescente pressione normativa;

– il mercato high yield e i finanziari possono offrire opportunità che molto probabilmente verranno colte tempestivamente.

Commento a cura di Sebastien Galy – Nordea AM

*ESG: acronimo di Environmental, Social and Governance, si riferisce a tre fattori centrali nella misurazione della sostenibilità di un investimento.

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