Mediobanca: confermate liquidità e solidità patrimoniale

Malgrado il peggioramento dei mercati finanziari conseguente alla crisi dei debiti sovrani nell’ultima parte del 2010, il semestre chiude con un utile netto di 262,9 milioni, raddoppiato rispetto ai precedenti sei mesi (130,7 milioni) e allineato al primo semestre dello scorso esercizio (270,1 milioni), che peraltro beneficiava di maggiori utili su cessioni di titoli disponibili per la vendita (131,1 milioni di cui oltre 70 milioni derivanti dalla cessione di una tranche dell’investimento Fiat) e di utili da trading particolarmente elevati (173,3 milioni contro 105,4 milioni del corrente esercizio).

Il ROE di Gruppo si attesta all’8% e il RORWA all’1,4%, trainati dalla dinamica reddituale delle attività bancarie ed in particolare dalla vivace ripresa reddituale della divisione Retail e Private Banking (“RPB”). I ricavi di Gruppo, al netto del contributo del portafoglio titoli, sono in crescita del 9% a/a riflettendo:

la continua progressione del margine di interesse a 531,5 milioni (+20,3% a/a) connessa nell’ultimo trimestre soprattutto alla ripresa dei volumi e al minor costo del funding nel RPB (315 milioni, +29,5% a/a). Il margine di interesse del Corporate e Investment Banking (“CIB”) (223,6 milioni, +3.6% a/a) consolida nell’ultimo trimestre i livelli elevati raggiunti nei precedenti trimestri;

la ripresa delle commissioni nette ed altri proventi nell’ultimo trimestre per il maggior apporto del CIB, in particolare dell’estero; le commissioni rimangono comunque in calo su base annua (-6,5% a/a a 265,9 milioni) per la riflessività del mercato conseguente alla debolezza della ripresa
economica e alla crisi dei debiti sovrani;

il contributo volatile ma sempre ampiamente positivo del trading, che si attesta a 126m senza significative cessioni di titoli AFS (15,2 milioni); il primo semestre dello scorso esercizio beneficiava di 131,1 milioni di utili su cessioni di titoli disponibili per la vendita e di utili da trading elevati (173,3 milioni contro 105,4 milioni), connessi ad uno scenario di mercato particolarmente favorevole (soprattutto nel trimestre luglio-settembre 2009);

l’aumento degli utili delle società consolidate a patrimonio netto, da 106,3 a 110,2 milioni per il contributo positivo del Principal Investing (“PI”) (da 105,6 a 116,7 milioni, grazie anche al ritorno all’utile di RCS MediaGroup) che ha assorbito la perdita di Pirelli & C. (–5,7 milioni, collegata alla
valutazione di mercato connessa allo spin-off di Prelios).

I costi di esercizio si mantengono nel trend degli ultimi trimestri, con un modesto aumento (+3,2% a/a, da 394,4 a 407,2 milioni) che ha riguardato i costi del personale per 5,2 milioni (+2,5% a/a) e le spese amministrative per 7,6 milioni (+4,1% a/a).

Sul piano patrimoniale, si confermano la solidità patrimoniale, la posizione di liquidità e la diversificazione delle fonti di raccolta. Gli aggregati patrimoniali mostrano un calo della tesoreria (da 15 a 11,1 miliardi) a favore e degli impieghi a clientela (da 33,7 a 35,1 miliardi) e del portafoglio a
reddito fisso disponibile per la vendita (da 5,2 a 5,9 miliardi) ed immobilizzato (da 1,5 a 2 miliardi). La provvista scende da 53,9 a 52,9 miliardi, di cui 10 miliardi provenienti dal canale retail di CheBanca! (9,6 miliardi). Le masse gestite nel private banking sono salite da 11,7 a 12,1 miliardi.

Il patrimonio netto aumenta del 4% a 6,6 miliardi. Il Tier 1 si colloca al 11,1% (11,1% a giugno 10) e il Total capital ratio sale dal 13,0% al 14,3% a seguito dell’emissione di un prestito subordinato Lower Tier 2 di 750 milioni.