Massimiliano Dona: “Un 2013 difficile per i consumatori”

Massimiliano Dona: “Un 2013 difficile per i consumatori”L’avvocato Massimiliano Dona e’ il segretario generale dell’Unione Nazionale Consumatori, la prima associazione consumerista del nostro paese (la sua fondazione risale al 1955). Il Journal ha voluto rivolgergli alcune domande per capire meglio cosa devono attendersi gli italiani dall’attuale momento economico e non solo.

Avvocato Dona, cosa ne pensa della nomina tra i saggi di Napolitano di Giovanni Pitruzzella, presidente dell’Antitrust? Si puo’ parlare di una scelta che va nella direzione dei consumatori?“Mi sembra una buona scelta, forse l’unica che puo’ essere considerata vicina ai cittadini, ai consumatori e alla gente. L’Antitrust e’ stato uno dei pochi baluardi in un periodo dominato dalle lobby industriali: e’ intervenuta spesso per limitare fenomeni come le pubblicita’ ingannevoli, ancora piu’ intollerabili in questo momento economico, in cui le risorse delle famiglie sono ridotte al lumicino. L’Authority ha dunque ricalcato l’ottimo modello della presidenza precedente, quella di Antonio Catricala’. Guardando ai dieci nomi dei saggi, quello di Pitruzzella sembra proprio quello piu’ adeguato all’economia reale.”

A proposito di pubblicita’ ingannevoli, si puo’ ricordare la battaglia dell’Unione Nazionale Consumatori contro lo spot dello scorso anno della Fiat sulla benzina a un euro: alla luce dell’ultima inchiesta di Varese, e’ possibile che non esista un rimedio o uno strumento per risolvere definitivamente il problema?“Questo e’ un “finto paradosso”. Quando noi associazioni dei consumatori chiediamo di intervenire sui prezzi, ci viene detto che questi non sono compatibili con le regole di mercato e le normative europee, addirittura non degni di un paese moderno. Il nostro non e’ un mercato maturo e il livello dei prezzi non e’ determinato dalla libera concorrenza, ma e’ frutto di varie inefficienze e speculazioni. In Italia sono fortemente regolamentate le vendite sottocosto, ma nessuno vieta le vendite a un prezzo speculativo. È impossibile sognare un mercato con tariffe calmierate o con livelli massimi stabiliti, ma le speculazioni vanno contrastate. L’Unc ha presentato a tal proposito una proposta di legge, ma tutto tace, evidentemente l’attuale situazione fa comodo a tutti.”

Il Codacons ha avviato una class action proprio sui prezzi gonfiati della benzina: puo’ essere questo uno strumento utile per i consumatori, viste le lungaggini e gli ostacoli che spesso si incontrano?“Si tratta di una delle note dolenti del sistema italiano, cioe’ la mancanza di una realizzazione pratica dei diritti: il consumatore ha dei diritti riconosciuti, ma questi non vivono il quotidiano. Le leggi rimangono sulla carta perche’ non abbiamo validi strumenti per farle valere. L’azione legale individuale e’ sconsigliabile a causa dei tempi biblici che spesso comporta, ma l’azione di classe collettiva puo’ anche funzionare. Qualche difficolta’ e’ stata eliminata grazie alle conciliazioni, ma si rischia di far trionfare il piu’ forte, chi ha piu’ pazienza di aspettare.”

Cosa devono temere maggiormente i consumatori in questo 2013?“La crisi avrebbe dovuto spiegare alle imprese che si poteva competere aumentando i livelli di trasparenza e correttezza. Invece, si sta diffondendo l’idea che in un momento di crisi sia tollerabile qualche scorrettezza e pubblicita’ aggressiva in piu’. È un messaggio che va contrastato, d’altronde in Europa le aziende serie stanno rispondendo alla crisi con piu’ correttezza e trasparenza: la peggiore preoccupazione e’ quella di un mercato che abbassa la guardia per tutelare tutte le imprese, un clima su cui si chiude troppo facilmente un occhio, come nel caso delle sigarette elettroniche, uno dei pochi mercati in controtendenza per occupati e punti vendita, ma privo di chiarezza per quel che riguarda l’utilita’ e gli effetti negativi dei suoi prodotti.”

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it