Luci e ombre sull’ economia Usa. Forti ricoperture sull’euro dopo i dati sull’inflazione

Wall Street positiva nonostante i dati macro abbiano lasciato luci e ombre sull’economia Usa. Il Pil del 4° trimestre è stato rivisto al 2,4% annualizzato dal +3,2% precedente (2,5% il consenso).

Autore: Ufficio Studi IG. Il ridimensionamento del dato è stato guidato da una revisione al ribasso delle scorte e della bilancia commerciale. È senz’altro positivo il basso contributo delle scorte, dato che potrebbe alimentare una ripresa della produzione industriale nei prossimi mesi. Figure più incoraggianti sono arrivate invece dall’indice Pmi di Chicago, dalla fiducia dei consumatori dell’Università del Michigan, mentre l’indice pending home sale è rimasto pressoché invariato.

Intanto a Wall Street l’S&P500 continua a muoversi in aree inesplorate. Il sentiment in America nelle ultime due sedute sta facendo da traino anche all’Europa. Oggi, fatta eccezione per Madrid, le borse hanno chiuso in positivo dopo aver trascorso la mattinata pressoché piatte. La prossima settimana sarà vissuta in attesa dei non farm payrolls in agenda venerdì e del meeting della Bce di giovedì. Probabilmente prima di quegli eventi i volumi saranno bassi in borsa.

Valute: Euro, violente ricoperture dopo inflazione eurozona
Sul fronte valutario, forte accelerazione per l’euro verso le principali divise internazionali dopo le stime sull’inflazione di febbraio dell’eurozona. Il dato tendenziale è stato confermato allo 0,8% contro lo 0,7% atteso, mentre il dato core è salito all’1% dal precedente 0,8%. E’ bastato questo a spingere l’euro/dollaro verso livelli che non vedeva da fine 2013. I dati sull’inflazione riducono le pressioni su un intervento della Bce nel meeting di politica monetaria della prossima settimana. L’incertezza tra gli operatori rimane elevata e le violente ricoperture scattate sulla moneta unica scattate ne sono una testimonianza. Chi si è mosso in anticipo vendendo euro dopo i dati tedeschi di ieri ha dovuto coprire la posizione alla luce dei dati odierni.

Italia – Piazza Affari: Unicredit, mercato prezza tensioni Ucraina
L’indice Ftse Mib ha terminato le contrattazioni in rialzo dello 0,60%, a quota 20.440 punti. La peggior performance è stata di Unicredit. Il titolo nelle ultime 8 sedute ha messo a segno un calo quasi del 6%, probabilmente a causa delle tensioni che si stanno diffondendo in Ucraina. L’eventuale contagio con il resto dell’est europeo, dove il gruppo risulta molto esposto, sembra pesare sul sentiment degli operatori.

Bond: spread Btp-Bund verso quota 150pb
Sul fronte governativo, buona performance per i Btp, con il decennale che oggi si è portato sotto alla soglia del 3,5%, arrivando al 3,48%, minimi da fine 2005. Sale invece il rendimento sul decennale tedesco, che è tornato sopra l’1,6%, dopo aver aggiornato ieri i minimi da luglio scorso. Lo spread Btp-Bund è sceso a 185 pb, ai minimi di luglio 2011. Visto il clima di favore dei mercati verso la periferia dell’Eurozona, ci aspettiamo che lo spread Btp-Bund possa arrivare a 150pb nelle prossime settimane se solo il Bund dovesse riposizionarsi al ridosso del 2%.

Materie prime: Oro, ottava in calo
Tra le commodity, prosegue debole l’oro che potrebbe chiudere la prima ottava in negativo dopo 4 settimane di rialzi. Tutto sommato il calo potrebbe considerarsi fisiologico dopo il +8% registrato da inizio anno. Il primo livello di supporto rimane a 1.308 dollari/oncia, mentre la resistenza più vicina passa per 1.360 dollari.