L’inchiesta sugli ex dirigenti di JPMorgan

L’inchiesta sugli ex dirigenti di JPMorganIl Senato americano sta conducendo un’indagine molto approfondita su una delle banche piu’ importanti degli Stati Uniti, JPMorgan Chase: in particolare, sono stati presi di mira alcuni dirigenti, tra cui Douglas Braunstein, amministratore delegato fino al 2010. Che cosa e’ successo esattamente? In base al rapporto in questione, i manager della prima banca americana avrebbero consentito delle scommesse finanziarie senza avvertire in maniera adeguata gli investitori e gli enti regolatori.

L’attuale ad, Jamie Dimon, non e’ stato preso in considerazione, mentre gli altri dirigenti coinvolti non sono accusati di condotte scorrette. Piu’ che altro, si sta cercando di capire il loro ruolo nelle perdite da sei miliardi di dollari provocate dal trading online. In effetti, l’obiettivo e’ quello di aprire una finestra sui motivi che hanno spinto il top management di JPMorgan a ignorare tutti gli avvertimenti e a non avvertire gli investitori circa i cambiamenti per prevenire i rischi collegati a queste scommesse.

Questa indagine potrebbe essere molto utile per accelerare alcune modifiche nelle politiche bancarie, in particolare per quel che riguarda i rischi relativi al trading. Tutto cio’ viene portato avanti in parallelo a un’altra indagine che coinvolge alcuni trader, sospettati di aver nascosto i problemi della banca. Anche l’Fbi (Federal Bureau of Investigation), l’ente investigativo statunitense, e’ in prima linea.

Non e’ la prima volta che si parla di questo colosso bancario in relazione ad operazioni poco chiare. Ad esempio, si possono ricordare i vari errori commessi da alcuni trader, tra cui Bruno Michel Iksil, le cui strategie rischiose hanno fatto perdere a JPMorgan ben due miliardi di dollari. Inoltre, i derivati hanno devastato i bilanci del 2012, leggerezze che ora vengono pagate a caro prezzo.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it