Le nuove regole dell’Unione Europea sui derivati

>Basteranno delle nuove regole per evitare gli errori del passato? Se non altro, il Parlamento Europeo ha raggiunto ieri a Strasburgo un importante accordo sui derivati, i protagonisti nel bene e nel male (negli ultimi tempi e’ prevalsa questa variante negativa) della finanza. L’obiettivo e’ stato quello di aiutare tutti i paesi dell’Ue a godere di un impegno comune, in mood che i mercati possano essere piu’ sani. Altro intento e’ quello di non aumentare i livelli di patrimonio delle banche per ridimensionare i rischi.

Ma di cosa si tratta esattamente? Non si sta parlando di una risoluzione vera e propria, in quanto una scelta del genere avrebbe causato solamente ritardi e incertezze. L’entrata in vigore e’ prevista per la seconda meta’ di marzo, con i contratti derivati che dovranno essere necessariamente piu’ trasparenti e registrati.

Le attuali contrattazioni, infatti, non vengono spesso rese pubbliche, senza dimenticare che non si capisce bene nemmeno chi e’ realmente esposto.

A questo punto, comincera’ una lunga fase che servira’ per guidare le compagnie nell’interpretazione corretta di tali regole. Come ha spiegato Michel Barnier, commissario europeo per il Mercato Interno e i Servizi, la riforma in questione non puo’ che essere considerata essenziale, soprattutto in termini di responsabilita’ e trasparenza. Non e’ un caso che si sia deciso di agire in maniera cosi’ tempestiva subito dopo la scoperta dello scandalo Monte dei Paschi, il problema esiste comunque da molto piu’ tempo.

Si parla gia’ di una importante vittoria per l’economia reale, ma, a rischio e pericolo di apparire dei guastafeste, e’ troppo presto per cantare vittoria. In effetti, e’ vero che per le compagnie di tipo non finanziario sara’ difficile trovare scuse per speculare sui mercati e coprire le loro perdite di bilancio, ma il vizio dei derivati non e’ semplice da stroncare, come testimoniato dai numerosi casi degli ultimi anni.

Autore: Redazione – Iljournal.it