Le nuove agevolazioni sull’Imu della Chiesa

Le nuove agevolazioni sull’Imu della ChiesaLe ultime rivelazioni del quotidiano La Repubblica in merito all’Imu (Imposta Municipale e Unica) e alla Chiesa sono destinate a gettare nuova benzina sul fuoco della questione: il giornale, infatti, ha messo in luce gli ultimi piani del governo in merito a questo versamento fiscale. In particolare, sarebbe allo studio un alleggerimento sostanzioso per quel che concerne la tassa dovuta dalla Chiesa cattolica. Lo stratagemma e’ presto detto, dato che vi sara’ una specifica definizione di cosa non e’ un’attivita’ commerciale, in modo che gli immobili del Vaticano non paghino l’imposta anche quando le loro attivita’ generano dei profitti.

Non e’ infatti raro imbattersi in scuole o convitti che presentano al loro interno un bar, un’attivita’ in grado di generare introiti. Bastera’ semplicemente che quanto svolto sia paritario e che la ricettivita’ delle strutture sia di tipo sociale. Nel dettaglio, l’attivita’ commerciale non sussiste, e quindi non bisogna pagare l’Imu, nel caso di un ente no-profit che ha uno statuto che non prevede la distribuzione degli utili o l’obbligo di investirli per finalita’ sociali.

In questa maniera, molte cliniche e ospedali saranno esentati dall’imposta nell’ipotesi di attivita’ svolte in modo integrativo rispetto al servizio pubblico, oppure quando vengono fatte pagare delle rette di ammontare simbolico. Lo stesso discorso vale per le scuole (l’attivita’ deve essere paritaria rispetto a quella statale e non discriminante per gli studenti), le strutture ricettive e le attivita’ culturali e sportive (sempre con compensi simbolici).

A questo punto bisognera’ capire cosa si intende con l’aggettivo “simbolico”, altrimenti si rischia di creare confusione e ingiustizia sociale. Tra l’altro, l’Unione Europea potrebbe anche multare il nostro paese per gli aiuti di Stato illegittimi in relazione all’Imu e alla sua versione precedente, l’Ici che non sono state pagate dalla Chiesa da sei anni a questa parte (circa sei miliardi di euro). Chi la spuntera’?

Autore: simone ricci – Iljournal.it