Le Isole Turks e Caicos, il paradiso che rifiuta l’Iva

Le Isole Turks e Caicos, il paradiso che rifiuta l’IvaUn pugno di isolette, non lontane dalla Florida e dalle piu’ celebri Bahamas: e’ questa la descrizione che si puo’ fare delle minuscole Isole Turks e Caicos, arcipelago di circa 417 chilometri quadrati che dipende dalla Corona britannica. Ci si chiedera’ a questo punto perche’ parlare di un posto sperduto proprio oggi. Ebbene, ci sono due motivi ben precisi. Anzitutto, il 5 marzo del 1988, esattamente un quarto di secolo fa, la costituzione di questa dipendenza d’oltremare e’ stata ripristinata e rivista.

Inoltre, le Isole Turks e Caicos tornano a far parlare di loro come paradiso fiscale. Magari ve ne sono di piu’ noti, ma nonostante i tentativi di abolire questi privilegi su tasse e imposte (nel 2009 vi fu una retata fiscale ordinata dal governo di Londra), le attivita’ offshore continuano ad essere un marchio di fabbrica. Il prossimo 1° aprile doveva essere una data fondamentale da questo punto di vista, il primo giorno in cui questa parte del mondo avrebbe conosciuto per la prima volta l’Imposta sul Valore Aggiunto.

Londra non ha potuto che prendere atto di questa scelta, anche perche’ la versione locale dell’Iva (la Valued Added Tax o Vat) e’ stata considerata una misura troppo controversa. Ma il governo di queste isole deve conquistare la credibilita’ dei mercati finanziari internazionali e questi rifiuti non sono certo di aiuto, anche perche’ le Turks e Caicos sono riuscite a sopravvivere alla crisi grazie a un prestito garantito proprio dal Regno Unito.

L’Iva non viene giudicata come il miglior interesse per l’economia: ma le maggiori responsabilita’ di tutto questo sono da imputare alla Gran Bretagna, il paese che di fatto governa in maniera diretta queste isole. Nel 2009, dopo numerosi casi di corruzione e’ stato sciolto e sospeso il governo, ma il fatto che vi siano ancora migliaia di aziende che si registrano qui per scampare alle grinfie del Fisco la dice lunga sul lungo percorso che ancora bisogna percorrere.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it