Le dieci lacune dell’euro

Le dieci lacune dell’euroL’euro si sta lasciando alle spalle il 2012, senza dubbio l’anno piu’ difficile dalla sua introduzione avvenuta un decennio fa: l’eurozona continua a vivere in maniera molto tesa e nervosa questi giorni, ma il bilancio negativo puo’ essere in parte cancellato gia’ dal prossimo anno. Il tutto a patto che si colmino le principali lacune della moneta unica. Il quotidiano economico Il Sole 24 Ore ne ha contate ben dieci. Cerchiamo dunque di capire quali sono.

Il cambio svantaggioso. L’euro vale attualmente 1,31 dollari, un valore superiore rispetto alla parita’ tecnica: il 2012 si concludera’ con ulteriori apprezzamenti, ma questa non e’ una forza, anzi tutto il contrario, soprattutto per le imprese attive nell’export.

Il Fiscal Compact. Il patto di bilancio e’ stato siglato lo scorso mese di marzo e prevede che i paesi con un rapporto tra debito e prodotto interno lordo superiore al 60% rientrino nel limite entro vent’anni: purtroppo, l’austerity di molte di queste nazioni e’ un ostacolo non irrilevante.

La recessione. L’Unione Europea sta vivendo una fase di recessione che non risparmia alcun tipo di geografia: quando il prodotto interno lordo si riduce, il rapporto tra il debito ed esso tende ad aumentare.

L’austerita’. La ricetta consigliata da piu’ parti per soddisfare i parametri fissati dal patto di bilancio e’ proprio l’austerity, ma i dubbi che sia davvero utile stanno aumentando: in effetti, i tagli del deficit e della spesa pubblica si stanno rivelando un freno alla crescita.

Rigore, equita’ e crescita. Si tratta delle tre linee guida che dovrebbero trionfare nei paesi dell’eurozona: gli ultimi dati economici, come sta accadendo nel caso dell’Italia, hanno mostrato un predominio del rigore e un’assenza ingiustificata delle altre due.

I contagi. Quando un paese europeo va in difficolta’, scompare qualsiasi protezione su quelli vicini, un contagio che e’ stato evidenziato soprattutto con la Grecia, in grado di influenzare i debiti sovrani di Portogallo, Spagna e Grecia.

La disoccupazione. Quanto finora attuato non ha consentito al tasso di disoccupazione di ridursi: l’11,2%, tra l’altro, e’ un dato fin troppo fuorviante, in quanto non riesce a far capire bene quanto sia grave il problema tra i piu’ giovani.

I giovani. I giovani europei non possono lavorare in un territorio fertile e promettente, a discapito della loro futura ricchezza: di questo passo, non si puo’ sperare nulla di buono per quel che riguarda le prospettive pensionistiche.

Le banche. L’Unione Bancaria Europea ha promesso piu’ trasparenza ed efficienza in relazione agli istituti di credito comunitari: non basta ancora per essere del tutto sicuri e gli scandali del Libor e dell’Euribor lo stanno pienamente a dimostrare.

La Tobin Tax. Sulla tassa da applicare sulle transazioni finanziarie non esiste una visione comune e tranquilla: in questo caso sarebbe stato meglio introdurla in maniera piu’ armonica e non in ordine sparso e con tempi diversi come sta accadendo.

Autore: simone ricci – Iljournal.it