L’Azerbaigian continua a crescere

” alt=”” />La mezzaluna azera riesce finalmente a brillare di luce propria: secondo gli ultimi dati statistici, la crescita economica dell’Azerbaigian ha viaggiato al ritmo del 2,8% lo scorso mese di gennaio. Si tratta di una performance eccezionale, soprattutto se confrontata con il +0,8% di un anno esatto fa. Che cosa e’ cambiato in questa repubblica presidenziale del Caucaso di cui non si sente parlare praticamente mai? Non si vive di solo petrolio, una delle principali risorse del paese.

In effetti, se si esclude l’oro nero, l’economia azera e’ cresciuta di quasi nove punti percentuali, mentre lo stesso petrolio e il gas naturale hanno fatto registrare un calo produttivo. Intanto, l’inflazione si e’ caratterizzata per un aumento dello 0,8%, mentre il prodotto interno lordo e’ stato protagonista di un +2,2% nel corso del 2012. Come ha sottolineato il quotidiano americano New York Times, l’Azerbaigian e’ una nazione ricca e ora vuole che questo si sappia in tutto il mondo.

L’obiettivo del paese e’ quello di diventare un collegamento ideale per le riserve di gas tra l’Asia centrale e l’Europa, una concorrenza agguerrita alla Russia: il potenziale energetico e’ interessante, basti pensare che la produzione petrolifera giornaliera e’ pari a un milione di barili (l’Arabia Saudita, leader mondiale, ne produce undici milioni). Eppure, questo momento positivo potrebbe essere ulteriormente migliorato rimuovendo due fattori non proprio

Anzitutto, c’e’ il problema dei diritti umani: la liberta’ di informazione e’ poco gradita in Azerbaigian, con addirittura cinquanta giornalisti aggrediti o vessati nel solo 2011. L’altro aspetto e’ rappresentato dall’atteggiamento del presidente Ilham Aliyev, il cui regime non tollera la competizione politica e nemmeno le riforme che potrebbero diversificare l’economia. Una sorta di dittatore che domina da dieci anni e contro cui e’ quasi impossibile fare opposizione.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it