Lavoro: lotta false partite Iva. Ecco chi e’ in regola. Controlli dal 2014

Con un decreto ministeriale e una circolare diramata dall’Ufficio ispettivo del ministero del Lavoro si allenta la pressione sul contrasto alle false partite Iva, cioe’ per quei lavoratori che vengono di fatto costretti ad aprire una posizione Iva per mascherare da lavoro autonomo posizioni di lavoro che sono in realta’ di collaborazione coordinata e continuativa o anche di lavoro subordinato.

La circolare precisa infatti che la presunzione di “falsa partita iva” non si applica

– se la prestazione e’ svolta da un iscritto a un Ordine professionale

– e neppure se il lavoratore e’ in possesso di una specifica “competenza”, che (secondo la circolare) puo’ derivare anche dal possesso di una laurea o di un diploma di scuola superiore (liceo o istituto professionale).

In ogni caso, precisa ancora la circolare, i controlli potranno avviarsi dal 18 luglio 2014, trascorsi cioe’ due anni dall’entrata in vigore della riforma del lavoro (la legge 92/2012). Questo perche’ la stessa riforma – nel modificare l’articolo 69 bis del decreto legislativo 276/2003 – prevede un tempo di due anni per verificare l’eventuale presenza di una prestazione di eccessiva prevalenza, resa cioe’ a un solo committente in esclusiva o in larghissima parte.

Le indicazioni attuative e interpretative del ministero delineano quindi un quadro decisamente meno restrittivo per il 2013, che dovrebbe anche far venir meno i timori di una drastica riduzione di queste attivita’.

28 / 12 / 2012

Lavoro

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Lavoro Economia SoldiAutore: redazione – Finanzautile.org