L’ascesa inarrestabile di Alibaba

L’ascesa inarrestabile di AlibabaIl nome non e’ casuale: Alibaba Group, colosso cinese dell’e-commerce, sta vivendo una favola, proprio come quella del famoso taglialegna delle Mille e una notte. Come e’ stato messo in luce dal periodico britannico The Economist, con la Cina che si appresta a diventare la maggiore economia al mondo, anche il suo mercato informatico potrebbe avere la meglio su quello americano. Ecco perche’ c’e’ un gigante destinato a dominare il settore, proprio questa compagnia che ha sede ad Hangzhou.

Ma Alibaba ha il vento in poppa gia’ da diverso tempo. Basta ricordare come quattro mesi fa il gruppo asiatico sia riuscito a registrare in un solo giorno un volume d’affari di tre miliardi di dollari. In piu’, sempre nel 2012 due portali che fanno capo alla societa’ hanno totalizzato ben 1,1 trilioni di yuan per quel che riguarda le vendite, molto di piu’ rispetto a quelle di due big come eBay e Amazon. Il passaggio di consegne e’ praticamente dietro l’angolo.

Il fondatore di Alibaba, l’ex insegnante di inglese Jack Ma, ha appena annunciato che il suo ruolo verra’ affidato a maggio a un suo uomo di fiducia, Jonathan Lu, mentre si attendono nuovi dettagli in merito alla prossima quotazione in Borsa, la quale viene gia’ considerata piu’ fortunata rispetto a quella di Facebook (il valore della societa’ e’ compreso tra 55 e 120 miliardi di dollari). Il successo del gruppo cinese si puo’ ricercare nella filosofia aziendale del numero uno Ma.

Come ha spiegato quest’ultimo, “eBay rappresenta uno squalo nell’oceano, mentre Alibaba e’ un coccodrillo del fiume Yangzi; se dovesse confrontarsi con l’oceano la sconfitta sarebbe inevitabile, mentre si e’ preferito lottare nel fiume, l’ambiente piu’ congegnale”. Il coccodrillo di Hangzhou ha “sbranato” molti avversari e dal 1999 (anno della fondazione) ad oggi puo’ considerarsi all’altezza anche del vasto oceano.

I dati sono eloquenti: entro il 2020 il commercio elettronico dell’ex Impero Celeste e’ destinato a diventare piu’ grande del mercato americano, britannico, giapponese, tedesco e francese messi insieme: ora bisogna capire quanto potra’ durare questo successo e se la societa’ sapra’ farne tesoro.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it

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