L’accordo fiscale tra Italia e Svizzera

Il prossimo 21 dicembre, quindi tra un mese esatto, il nostro paese e la Svizzera dovrebbero concludere un accordo fiscale dai risvolti importanti: bisogna capire per bene che cosa cambiera’, visto che ad essere coinvolti sono quei soggetti che hanno un conto corrente nella nazione elvetica o che hanno intenzione di aprirlo. Le novita’ sono rilevanti, in particolare vi saranno degli aumenti delle tasse che non saranno accolti in maniera positiva.

Le misure piu’ importanti sono riassumibili in alcuni punti essenziali: l’aliquota dei conti sara’ compresa tra il 30 e il 35% (finora ci si era fermati appena al 4%), l’anonimato sara’ garantito dai costi maggiori e un condono tombale che cerca di cancellare gli errori e le responsabilita’ del passato. C’e’ da dire che il nostro governo ha gia’ concesso degli “scudi fiscali” a chi si trova in queste situazioni (piu’ precisamente nel 2001, nel 2003, nel 2009 e nel 2010).

Chi ne ha gia’ beneficiato e’ considerato in regola, mentre chi non vi ha mai fatto ricorso potra’ sfruttare l’accordo come sanatoria, sfruttando le aliquote e i costi appena descritti. In realta’, non bisogna essere troppo “spaventati” dai numeri, in fondo quando si parla di condono vi sono sempre delle cifre risibili rispetto a una sanzione pecuniaria: ad esempio, chi detiene somme illecite all’estero viene solitamente punito con una multa pari al 480% di quanto posseduto.

È giusto concedere sempre un’ultima possibilita’ a chi si complica la vita volontariamente? Tra l’altro, l’accordo italo-svizzero potrebbe essere anche piu’ severo, in quanto l’aliquota del 35% vale solamente per redditi di capitale (ad esempio gli interessi del conto corrente), mentre le societa’ non sono nemmeno sfiorate.

Autore: simone ricci – Iljournal.it