La Tobin Tax italiana rischia di sparire

La Tobin Tax italiana rischia di sparireMolto rumore per nulla: non si puo’ che parafrasare il titolo di una celebre commedia di William Shakespeare per sintetizzare gli scenari futuri della cosiddetta Tobin Tax nel nostro paese. In effetti, questa imposta rischia di scomparire a causa delle ultime intenzioni che sono state rese note da alcuni parlamentari. Che cosa sta accadendo di preciso? Anzitutto, bisogna ricordare il funzionamento della Tobin Tax.

La tassa ispirata al Premio Nobel per l’Economia James Tobin, colpisce in modo leggero le transazioni finanziarie con due obiettivi precisi: la stabilizzazione dei flussi stessi e l’accumulo di un gettito alternativo per le casse pubbliche. In pratica e’ pensata per togliere ai ricchi e dare a chi ha meno. La versione italiana sta diventando pero’ sempre piu’ “annacquata”, dopo che il governo Monti l’aveva inserita in maniera promettente all’interno della Legge di Stabilita’.

La discussione in Senato e’ imminente e il gettito previsto e’ di circa un miliardo di euro, ossigeno puro per l’Erario. Eppure, gia’ si parla di esentare dalla tassazione i pericolosi strumenti derivati, proprio quelli che hanno fatto scoppiare la crisi finanziaria nel 2008. I parlamentari e gli esponenti del governo favorevoli all’annacquamento si ispirano al modello della Francia, ma in questa maniera si rischia di complicare la vita dei risparmiatori, gia’ alle prese con truffe, crack e rischi altissimi.

I derivati italiani sono letteralmente esplosi tra il 2000 e il 2009, aumentando il volume d’affari da 1.400 a ben 10mila miliardi di dollari: la speculazione sta dilagando e non si capiscono ancora i pericoli di questa esposizione eccessiva. Tanto piu’ che l’esenzione fiscale priverebbe lo Stato di ben ottocento milioni di euro di introito. Perche’ mai dobbiamo sempre farci male con le nostre mani?

Autore: simone ricci – Iljournal.it