La Svizzera rischia di perdere i suoi lingotti d’oro

La Svizzera rischia di perdere i suoi lingotti d’oroSono anni, per non dire secoli, che si accosta la Svizzera all’oro: basta pensare alla Confederazione elvetica e subito viene in mente il luogo piu’ sicuro e conveniente per depositare i lingotti del prezioso metallo. Ma nei quattro cantoni le coste stanno cambiando da qualche tempo. In particolare, le banche svizzere hanno cominciato a chiedere tariffe piuttosto alte per accettare i depositi aurei, visto che e’ diventato urgente ridurre le dimensioni dei loro bilanci.

Il mercato dell’oro fisico (proprio quello detenuto all’interno di un caveau) e’ attualmente dominato da due istituti elvetici, Ubs e Cre’dit Suisse, gli stessi che ora chiedono importi piuttosto salati per i depositi. Insomma, le banche del paese vogliono far capire ai loro clienti piu’ “grandi”, in primis investitori istituzionali, fondi speculativi e altre banche, che e’ consigliabile diventare proprietari dell’oro, lasciando all’istituto il solo e semplice ruolo di custode del metallo.

Finora, invece, questi stessi depositi hanno inciso parecchio sui bilanci, tanto da costringere i gruppi bancari ad aumentare le loro riserve di capitale, ma le regole di Basilea 3 impongono altri comportamenti. Ma che tariffe sono state introdotte nello specifico? Il costo varia da cliente a cliente, con un rincaro non uniforme, ma comunque molto vicino ai venti punti percentuali. Per le camere blindate si richiede dallo 0,05 allo 0,1% del valore dell’oro giusto per avere piu’ chiara la situazione.

Il settore del credito sta profondamente cambiando in Svizzera da qualche tempo a questa parte: gli investitori sono disposti a trasferire le loro holding preziose nei nuovi conti, decisamente piu’ costosi? C’e’ chi si sta adeguando, anche perche’ i depositi non allocati che finora sono stati prevalenti non garantivano alcuna protezione, con il rischio di perdere l’intero investimento in caso di fallimento.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it