
La rivelazione di UniCredit delle sue ambizioni strategiche riguardo a Commerzbank in vista della prossima offerta di scambio sottolinea il suo atteggiamento più deciso. Un moderato aumento della quota di partecipazione avrà probabilmente implicazioni immediate sul credito limitate per entrambe le banche.
Punti chiave:
La strategia a lungo termine di UniCredit riguardo alla propria partecipazione in Commerzbank (A/Stabile) dipenderà in modo determinante dall’adesione alla prossima offerta di scambio relativa a tutte le azioni ordinarie di Commerzbank, il cui periodo di adesione dovrebbe avere inizio il 5 maggio 2026 e durare quattro settimane.
Nel nostro scenario di base, su cui si fonda la conferma del rating A/Stabile di UniCredit del 20 marzo 2026, prevediamo che l’adesione all’offerta sarà limitata e che la partecipazione di UniCredit rimarrà ben al di sotto della soglia oltre la quale si assumerebbe il controllo (effettivo) e si procederebbe al consolidamento dei conti.
Il management di UniCredit ha ribadito che questa è l’opzione preferita in termini di rendimenti finanziari.
L’adesione all’offerta potrebbe essere ulteriormente limitata dal prezzo implicito dell’offerta e dall’opposizione politica in Germania (il governo tedesco detiene ancora una quota del 12,72% in Commerzbank). In questo caso, prevediamo implicazioni finanziarie e creditizie limitate per entrambi gli emittenti.
Allo stesso tempo, UniCredit ha delineato in dettaglio uno scenario in cui l’adesione all’offerta è tale da consentirle di assumere il controllo dopo la chiusura prevista dell’offerta nel primo semestre del 2027, fatte salve alcune condizioni, tra cui le approvazioni normative.
Ciò potrebbe includere casi in cui la quota di proprietà rimanga al di sotto del 50% più un’azione, dove il controllo effettivo è stabilito ai sensi della legge tedesca.
UniCredit ha segnalato che intende gestire la propria posizione per evitare un simile esito.
Il controllo e il successivo consolidamento avrebbero un impatto significativo sul coefficiente CET1 del gruppo.
In uno scenario con una quota di proprietà del 100%, il coefficiente scenderebbe di circa 200 pb rispetto ai livelli di fine 2025 (secondo le stime di UniCredit).
In uno scenario con una quota di proprietà del 50% + una azione, l’esaurimento del capitale aumenterebbe a circa 280 pb, riflettendo il trattamento normativo delle partecipazioni di minoranza.





