La stangata della Tares

La stangata della TaresTributo Comunale sui Rifiuti e sui Servizi: e’ questo il nome completo della Tares, la tariffa che andra’ a sostituire dal 2013 la Tarsu (Tassa sui Rifiuti Solidi e Urbani) e la Tia (Tariffa di Igiene Ambientale). Si tratta di un vero e proprio spauracchio che fa gia’ paura ai contribuenti, ancor piu’ dell’Imu di cui si parla tanto. Questa tariffa, infatti, servira’ a finanziare il servizio di igiene ambientale e si occupera’ allo stesso tempo di illuminazione pubblica e manutenzione stradale.

La prima rata e’ prevista gia’ a gennaio: stavolta non ci si sono distinzioni come accade per l’Imposta Municipale Unica, visto che la Tares si applica a tutti coloro che occupano o sono in possesso di locali o aree scoperte. Il fatto che essa vada a finanziare i cosiddetti servizi “indivisibili” (appunto l’illuminazione, le strade, ma anche gli asili nido e l’assistenza domiciliare) e’ garanzia che vi sara’ un vero e proprio salasso, ben piu’ costoso della Tia e della Tarsu messe insieme.

Ogni singolo metro quadrato verra’ tassato dal comune con trenta centesimi (ma si puo’ aumentare la quota fino a quaranta): questo vuol dire che le case e i negozi richiederanno l’esborso di qualche decina di euro, mentre imprese, uffici e centri commerciali dovranno far fronte a somme piu’ pesanti. Tra l’altro, la situazione attuale relativa alla tassazione del servizio rifiuti e’ alquanto differenziato, con il 16% dei comuni che applicano attualmente la Tia, mentre l’84% e’ ancora fermo alla vecchia Tarsu.

La Tares e’ stata introdotta esattamente un anno fa dal Decreto Salva-Italia: con i nuovi emendamenti al Ddl Stabilita’, pero’, vi potrebbero essere ancora dei ritocchi alla base imponibile. Il pagamento della tariffa e’ stato fissato in quattro rate (gennaio, aprile, luglio e dicembre), con l’ultima che potra’ riservare spiacevoli sorprese proprio come sta accadendo con l’Imu.

Autore: simone ricci – Iljournal.it