La crisi europea trascinerà il Regno Unito nella recessione?

altSecondo un modello di previsione monetaria, le probabilità di una recessione nel Regno Unito sono aumentate significativamente nei mesi recenti, anche se restano al di sotto del 50% del livello ‘trigger’. In base ad un’ipotesi sostenibile sugli input – che include condizioni finanziarie globali stabili – il modello prevede che l’economia riacquisterà slancio nel 2012.

Sviluppato originariamente negli anni ‘90, il modello ha l’obiettivo di valutare la probabilità di una recessione con un anticipo pari a tre trimestri, sulla base di valori correnti e “ritardati” di una serie di indicatori monetari e finanziari tra cui i tassi di interesse a breve termine, le misure legate all’offerta di moneta “stretta” e “ampia”, il tasso di cambio effettivo, gli spread creditizi e i prezzi delle azioni. La stima della probabilità è salita ben al di sopra del 50% prima delle quattro recessioni negli anni 1974-75, 1979-81, 1990-91 e 2008-09.

La recente crescita della stima della probabilità riflette la debolezza dell’offerta monetaria reale, in parte a causa dell’inflazione in aumento e del deterioramento del mercato finanziario. Sulla base dei dati input relativi al terzo trimestre, il modello indica che la probabilità di una recessione sarà al 41% entro la metà del 2012.

L’orizzonte di previsione può essere esteso oltre i tre trimestri facendo delle ipotesi sugli input. Il tasso annuo di variazione dell’offerta monetaria reale potrebbe aumentare di 3-4 punti percentuali entro la metà del 2012, come risultato del QE2 e di un calo meccanico dell’inflazione da fine 2011. Se gli altri input restano ai livelli attuali, questo potrebbe spingere la stima di probabilità sotto l’11% entro la metà del 2012, in linea con una ripresa dello slancio economico nella seconda metà del prossimo anno.

Le condizioni dei mercati finanziari dovrebbero deteriorarsi in maniera significativa per segnalare una fase di recessione – una combinazione tra una discesa delle azioni pari al 15% e un allargamento di 100 punti base dello spread sui rendimenti delle obbligazioni ‘A’ rispetto ai gilts, per esempio, spingerebbe la stima al di sopra del 50%, senza variazioni degli altri input.

A cura di Henderson Global Investors