
Il profilo di credito dell’Italia appare gradualmente più solido grazie a una dinamica di contenimento del deficit che sta diventando più visibile e coerente nel tempo. Questo percorso di disciplina di bilancio è un elemento che le agenzie di rating tendono a valorizzare, perché contribuisce a migliorare la prevedibilità delle politiche fiscali e a ridurre i rischi di scostamenti improvvisi.
In questo quadro, un upgrade immediato del rating non è lo scenario centrale, anche perché il livello del debito resta un vincolo strutturale. Tuttavia, non si può escludere che S&P possa accompagnare la decisione con un messaggio più costruttivo sull’outlook dell’Italia, riconoscendo i progressi compiuti sul fronte dei conti pubblici.
Va inoltre considerato che i mercati hanno già in parte incorporato questo miglioramento della traiettoria fiscale. La riduzione dello spread rispetto ai picchi degli anni passati riflette il fatto che una maggiore disciplina di bilancio è stata progressivamente prezzata dagli investitori.
Proprio per questo, l’eventuale reazione dei mercati a una conferma del rating potrebbe essere contenuta, mentre un segnale positivo sull’outlook avrebbe soprattutto un valore di rafforzamento della credibilità del percorso intrapreso, più che un impatto immediato sui rendimenti.
Commento a cura di Giacomo Calef – NS Partners