Italcementi: tiene il settore del cemento

Il CdA di Italcementi (Borsa Italiana – Ftse Mib: IT.MI) ha approvato la Relazione consolidata al 30 settembre 2011 che registra un utile totale nei nove mesi pari a 212,8 milioni di euro (133,4 milioni al 30 settembre 2010) che recepisce anche le plusvalenze delle cessioni di asset in Turchia avvenute nell’anno e già evidenziate nei conti dei precedenti trimestri.

Nei nove mesi da inizio anno a fine settembre 2011, i volumi di vendita hanno evidenziato, a parità di perimetro, una tenuta nel settore del cemento (38,9 milioni di tonnellate, -1,6%) e del calcestruzzo (11,0 milioni di metricubi, +0,2%) e un calo negli inerti (29,1 milioni di tonnellate, -7,2%).

Le vendite di cemento nei Paesi industrializzati sono cresciute in Francia, Belgio e Nord America, mentre nei Paesi emergenti i buoni incrementi in Marocco, India e Tailandia si sono contrapposti alla contrazione dell’attività in Egitto, che si è attenuata grazie alla ripresa delle vendite registrata nel Paese negli ultimi mesi.

Nonostante la dinamica dei volumi, i ricavi (3.600,2 milioni, +0,8%) hanno segnato un lieve progresso beneficiando di un effetto prezzi nel complesso positivo, seppure con differenti dinamiche locali. Positivo l’andamento nei mercati emergenti dove, al netto della contingente situazione egiziana, i volumi di vendita sono cresciuti di circa il 3% confermando il valore strategico per il gruppo di questi paesi dove è già concentrato oltre il 60% della capacità produttiva di Italcementi, un livello destinato a crescere nel prossimo futuro alla luce dei nuovi progetti di sviluppo recentemente delineati in India.

Italcementi, nel corso del terzo trimestre dell’anno, ha infatti raggiunto un accordo con Zuari Industries per l’acquisto del 74% di Gulbarga Cement, società che ha avviato un progetto per la realizzazione di una nuova cementeria con una capacità di 3 milioni di tonnellate di cemento. L’India, secondo mercato mondiale per il settore del cemento, si conferma così uno dei principali punti di sviluppo per il gruppo che, dopo i recenti investimenti effettuati per rafforzare la capacità produttiva nell’Andra Pradesh, estende la propria attenzione ad altre regioni del Paese.

Sui risultati operativi registrati a fine settembre (margine operativo lordo 583,4 milioni e risultato operativo di 236,2 milioni, in calo rispettivamente dell’11,7% e del 25,3%) hanno continuato a gravare l’aumento dei costi, in particolare quelli riferiti ai prodotti energetici, e un negativo effetto cambi.

Sul fronte delle azioni di efficienza e ottimizzazione delle strutture, il gruppo ha definito una serie di misure e di interventi sui costi che permetteranno di rafforzare i margini di redditività. In base alle iniziative – in parte già avviate nel quarto trimestre dell’esercizio in corso – si stima che l’impatto complessivo di questi benefici sarà nell’ordine dei 160 milioni di euro anno a regime (80-100 milioni previsti nel corso del 2012).

La plusvalenza di 107,4 milioni realizzata dalla vendita di attività in Turchia ha contribuito a determinare l’utile del periodo di 212,8 milioni (133,4 milioni), con un utile attribuibile al Gruppo pari a 123,2 milioni (18,5 milioni). Il flusso degli investimenti totali a fine settembre è stato di 302,2 milioni (381,8 milioni nei primi 9 mesi del 2010).

Al 30 settembre 2011, l’indebitamento finanziario netto, pari a 2.218,6 milioni si mantiene sui livelli della fine dello scorso esercizio (2.230,9 milioni), tenuto anche conto dell’incremento di 217,7 milioni per effetto dell’avvenuto riconsolidamento di Calcestruzzi, confermando quindi la solidità, anche prospettica, della struttura finanziaria del Gruppo.

Infatti la liquidità e le linee di credito già accordate dal sistema bancario e non ancora utilizzate (oltre 2 miliardi di euro) sono più che sufficienti per coprire le scadenze del debito fino alla fine del 2014.

Italcementi ha identificato un insieme di misure, in corso di realizzazione, di riduzione dei costi di struttura e di incremento della produttività con un beneficio a regime di circa 160 milioni all’anno, i cui effetti contribuiranno a sostenere la ripresa dei risultati a partire già dal prossimo esercizio.

Il risultato netto consolidato del 2011, in significativo miglioramento, beneficerà delle plusvalenze generate dalle dismissioni realizzate nel corso dell’anno. La posizione finanziaria netta di fine anno dovrebbe confermarsi in linea con i livelli raggiunti a fine settembre, grazie all’attenta gestione dei flussi di cassa che ha caratterizzato il periodo.