Investire con tassi Fed e rendimenti a lungo più alti

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Potrebbe essere in atto un cambiamento epocale. La scorsa settimana la Fed e l’economia statunitense hanno subito un doppio colpo: dati relativi all’indice dei prezzi al consumo (CPI) e all’indice dei prezzi alla produzione superiori alle attese.

Il CPI, in particolare, si è attestato al 3,8% su base annua ad aprile, in aumento rispetto al 3,3% di marzo. L’inflazione core è salita al 2,8% su base annua ad aprile, in aumento rispetto al 2,6% di marzo.

La scorsa settimana avevo avvertito che questo dato avrebbe potuto modificare le valutazioni della Fed, così come era avvenuto nel giugno 2022 quando un dato CPI in forte aumento aveva indotto il FOMC ad alzare i tassi di 75 punti base, anziché dei 50 punti base originariamente previsti e ampiamente comunicati.

Questo, insieme a una guerra che sta durando più a lungo di quanto previsto dalla maggior parte degli operatori di mercato, ha modificato in modo significativo le aspettative per la Fed quest’anno. Un mese fa, i futures sui Fed funds, come rilevato dal Fed Watch Tool del CME Group, indicavano praticamente nessuna possibilità di un aumento dei tassi e una probabilità del 50,2% di almeno un taglio.

Oggi la situazione è cambiata radicalmente. Al 17 maggio, i futures sui Fed funds suggeriscono una probabilità del 50,8% di un aumento dei tassi. Sebbene un aumento di 25 punti base sia attualmente considerato l’esito più probabile, vi è una probabilità dell’8,9% di un inasprimento di 50 punti base entro la fine dell’anno e una probabilità dello 0,6% di 75 punti base.

Naturalmente, la situazione può cambiare nuovamente con la pubblicazione di nuovi dati e l’evolversi degli eventi.

Non sorprende dunque che i rendimenti dei titoli di Stato a lungo termine siano aumentati in modo significativo negli ultimi giorni. Storicamente, un aumento dei rendimenti ha esercitato una pressione al ribasso sui titoli azionari.

Guardando indietro al 2022, quando la Fed iniziò ad aumentare i tassi e il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni salì, l’S&P 500 aveva perso circa il 20% entro la fine di giugno. La Fed ha aumentato i tassi di 150 punti base entro la metà del 2022, e il rendimento dei titoli del Tesoro USA a 10 anni è salito di quasi 200 punti base, passando dall’1,51% al 3,48%.

Valutazioni tirate possono rendere le azioni più vulnerabili. All’inizio del 2022, l’S&P 500 aveva un rapporto P/E trailing di 25,99 volte e un rapporto P/E forward di 21,42 volte. Si tratta di livelli simili a quelli attuali.

Il mercato azionario statunitense è l’esempio lampante di queste valutazioni di mercato elevate, data la sua forte esposizione al settore tecnologico. Non c’è da stupirsi che alcuni investitori azionari stiano guardando fuori dagli Stati Uniti a mercati che presentano valutazioni interessanti e potenziali catalizzatori in grado di sostenere un rialzo dei prezzi.

Prendiamo la Corea e la Cina: i loro mercati azionari hanno valutazioni relativamente più basse e sono esposti a titoli tecnologici che partecipano al tema degli investimenti in IA.

Tutto ciò, nel suo insieme, suggerisce una forte argomentazione a favore della diversificazione internazionale.

Credo che gli investitori debbano essere cauti, dato l’aumento delle vulnerabilità. Il rally tecnologico potrebbe continuare, ma subire al contempo una trasformazione, favorendo il settore tecnologico al di fuori degli Stati Uniti.

Tuttavia, potremmo anche assistere ad uno storno delle borse a livello globale a causa dell’aumento dei rendimenti.

Gli investitori devono essere preparati a un mondo in cui i tassi di riferimento sono più elevati e, cosa ancora più importante, in cui anche i rendimenti dei titoli di Stato a più lunga scadenza sono più alti.

Questo ha implicazioni significative per molte asset class e rafforza l’importanza della diversificazione e della gestione attiva.

Di Kristina Hooper, chief market strategist di Man Group

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