In Italia non c’e’ spazio per nuovi aeroporti

In Italia non c’e' spazio per nuovi aeroportiStop ai nuovi aeroporti: l’altola’ del governo italiano e’ perentorio, non vi sara’ spazio e tempo per costruire scali nuovi di zecca, piuttosto l’obiettivo e’ quello di migliorare gli aeroporti considerati di interesse nazionale, quelli piu’ importanti del paese. Gli ultimi annunci, francamente, avevano stupito. In effetti, si era pensato di realizzare degli hub potenziati a Viterbo e a Grazzanise (comune in provincia di Caserta), ma la bocciatura e’ stata secca. Il rischio concreto e’ che aumentino le cosiddette “cattedrali nel deserto”.

Le attenzioni infrastrutturali devono essere ora rivolte a scali come Malpensa, Fiumicino e Venezia, fortemente bisognosi di nuovi servizi. Le alternative in mano alle Regioni sono tre, vale a dire mettere in rete, specializzare o chiudere gli aeroporti in cui atterrano i voli di linea. Chi si trovera’ in difficolta’ dal punto di vista del bilancio non potra’ piu’ sperare in aiuti dall’alto, o si ristruttura oppure non c’e’ una soluzione diversa dalla chiusura.

Ogni dettaglio e’ stato definito ieri da Corrado Passera, ministro dello Sviluppo Economico, e da Mario Ciaccia, numero due del dicastero delle Infrastrutture: i passaggi successivi, approvazioni regionali e pareri di rito, saranno perfezionati dal prossimo governo che uscira’ dalle imminenti elezioni politiche. Gli aeroporti considerati di interesse nazionale e che potranno beneficiare di investimenti pubblici e privati per potenziare terminal e collegamenti saranno trentuno.

Oltre a quelli gia’ citati, si possono ricordare Napoli, Palermo, Torino, Cagliari, Catania, Firenze, Roma Ciampino e Olbia. Sono altrettanto numerose le assenze eccellenti: si tratta, nel dettaglio, di Bolzano, Crotone, Brescia, Perugia, Forli’ e Comiso. Le esclusioni hanno provocato dure reazioni da parte delle Regioni, ma gia’ tanti milioni di euro sono stati spesi e spesso le aperture non sono mai avvenute.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it