In attesa del rating sull’Italia – 24/04/2026

agenzie di rating

Il 24 aprile ci sarà la review del rating sull’Italia da parte di Scope Ratings, l’agenzia di rating europea.

L’attuale rating di Scope Ratings sull’Italia è: BBB+ / Outlook Positivo.

Il report, elaborato da Carlo Capuano e Alessandra Poli, Sovereign and Public Sector for Scope, evidenzia gli aspetti chiave inerenti alla stabilità e alle prospettive di crescita per l’Italia:

Il deficit di bilancio italiano, in calo al 3,1% del PIL nel 2025, sostiene le prospettive delle finanze pubbliche; tuttavia, per far fronte a una crisi prolungata in Medio Oriente, all’aumento della spesa per la difesa e a quella legata all’invecchiamento della popolazione, saranno essenziali avanzi primari sostenuti e stabilità politica.

La posizione fiscale dell’Italia (BBB+/Positivo) è notevolmente migliorata dal 2023, poiché il governo ha portato il saldo primario da un disavanzo del 3,5% del PIL nel 2023 a un avanzo dello 0,7% nel 2025. Ciò riflette la forte crescita delle entrate fiscali e il contenimento della spesa pubblica, in particolare attraverso la riduzione dei crediti d’imposta per la ristrutturazione degli alloggi.

Il disavanzo dell’Italia sta quindi gradualmente migliorando, sostenuto dalla riduzione degli oneri finanziari e da un surplus primario in aumento. Prevediamo un disavanzo del 2,8% del PIL nel 2026 e del 2,7% nel 2027, che si stabilizzerà intorno al 2,4% fino al 2030, sostenuto da un surplus primario in aumento pari in media all’1,2% del PIL prima di raggiungere il picco dell’1,9% nel 2030.

L’uscita dalla procedura per i disavanzi eccessivi (EDP) è ancora possibile nel 2026 – un anno prima di quanto originariamente previsto – nonostante il disavanzo (in base ai dati Istat) sia leggermente superiore alla soglia del 3% di Maastricht.

Una potenziale uscita anticipata dipenderà dai dati sul disavanzo del 2025 che Eurostat pubblicherà ad aprile, dalla valutazione della Commissione europea (CE) e dalla decisione finale del Consiglio dell’UE.

Tuttavia, un prolungamento della crisi in Medio Oriente potrebbe pesare sulle prospettive economiche e di bilancio dell’Italia. Sebbene l’Italia sia riuscita a diversificare il proprio approvvigionamento energetico dopo l’invasione russa dell’Ucraina, il Paese dipende ancora dalle importazioni di gas, che probabilmente rimarranno costose.

L’aumento dei prezzi dell’energia potrebbe far salire l’inflazione, riducendo così i consumi e le esportazioni nette.

Se la crescita economica dovesse rallentare a circa lo 0,3% dall’attuale stima dello 0,7%, prevediamo che il disavanzo rimarrà al di sopra del 3,0% nel 2026, complicando l’uscita dell’Italia dalla procedura per i disavanzi eccessivi.

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