I rischi di declassamento per gli Stati Uniti

I rischi di declassamento per gli Stati UnitiUn avvertimento da non prendere sottogamba: l’agenzia di rating Moody’s potrebbe anche declassare il giudizio americano, nel caso in cui non si dovesse stabilizzare in tempi rapidi il debito. La velocita’ di riduzione sara’ dunque determinante per il downgrade o meno. Anche la “collega” Fitch ha voluto guastare un po’ la festa a Barack Obama per la sua seconda elezione consecutiva, ricordando come l’accordo sul cosiddetto fiscal cliff sia fondamentale ai fini dei rating futuri degli Stati Uniti.

La prima economia mondiale vanta attualmente un rating invidiabile, il piu’ alto in assoluto, la famosa tripla A di cui si parla tanto: Standard & Poor’s ha privato gli Stati Uniti di questo privilegio giusto un anno fa, il primo declassamento della storia a stelle e strisce. La riduzione del debito dovra’ essere graduale e soprattutto credibile, quindi non bisognera’ porre alcun freno alla ripresa economica. La prima sfida di Obama e’ piu’ che impegnativa, vista la predominanza repubblicana al Congresso.

Di conseguenza, anche Wall Street non ha potuto celebrare in maniera degna la riconferma del numero uno della Casa Bianca, nonostante i buoni tentativi per ridurre le perdite. Il rischio che corrono gli Stati Uniti e’ quello di vedere declassato il giudizio fino ad Aa1, il gradino immediatamente inferiore alla tripla A. Tale rating identifica una affidabilita’ “ottima”, ma non massima, degli investimenti, con il paese che viene considerato molto affidabile dal punto di vista finanziario.

I pericoli di default sono molto lontani, anche se con un downgrade simile tendono leggermente ad aumentare: in particolare, se le probabilita’ di un fallimento entro un anno sono nulle, dopo cinque anni salgono dallo 0,1 allo 0,3%, mentre dopo quindici anni passano dallo 0,8 all’1,2%.

Autore: simone ricci – Iljournal.it