I pericoli che minacciano le banche danesi

I pericoli che minacciano le banche danesiQuando si parla della Scandinavia si pensa spesso a paesi pacifici, virtuosi e molto tranquilli dal punto di vista economico. In realta’, questo mito va sfatato, almeno per quel che riguarda la Danimarca. Non e’ un caso, infatti, se il governo di Copenaghen ha ottenuto un sostegno finanziario da parte del Fondo Monetario Internazionale per proteggere le sue banche piu’ importanti. Che cosa se ne fanno i danesi di un aiuto simile?

L’iniziativa riguarda sei istituti di credito, fondamentali dal punto di vista sistemico per la stabilita’ finanziaria della nazione. Il problema principale e’ rappresentato da una legge che e’ stata introdotta nel 2010 e rafforzata l’anno successivo a causa del crack della Amagerbanken. In pratica, questo testo rende i finanziamenti bancari molto piu’ costosi per evitare le perdite. Il comitato della Systemically Important Financial Institution (Sifi) ha individuato appunto sei nomi.

Si tratta di Danske Bank, la filiale danese di Nordea, Jyske Bank, Sydbank, Nykredit e BRFkredit. Queste banche sono appunto considerate “too big to fail”, troppo grandi per fallire, a patto di rispettare determinati requisiti di capitale. Insomma, nonostante la Danimarca non faccia parte dell’eurozona, non ci si puo’ distrarre un attimo nel Vecchio Continente. Il credito danese e’ seriamente minacciato da alcune difficolta’.

Il principale partito di opposizione, il Conservative Party, ha gia’ promesso di impegnarsi al massimo per ridimensionare le pretese del Sifi, mentre l’associazione che raggruppa i banchieri danesi ha lanciato l’allarme circa i possibili danni che verranno arrecati all’economia se la situazione non cambiera’ (lo scorso anno c’e’ stata una contrazione dello 0,6%). Secondo l’Fmi, inoltre, la qualita’ degli asset danesi e’ inferiore rispetto ad altro paesi, la speranza e’ che questo sostegno economico sia utile per far ripartire l’economia.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it