Gli stipendi d’oro di Intesa Sanpaolo: tutti meritati?

Il 2012 di Intesa Sanpaolo, nonostante le difficolta’, comuni a tutte le banche del nostro paese, e’ stato caratterizzato da un utile pari a 1,6 miliardi di euro.

Per questo motivo, il gruppo torinese e’ stato piuttosto generoso con il suo amministratore delegato, Enrico Cucchiani, premiandolo con uno stipendio davvero invidiabile. I 3,037 milioni di euro incassati lo scorso anno sono il risultato del suo doppio ruolo in qualita’ di ad e di direttore generale. Ma si tratta di un bonus meritato?

Non sono nemmeno due anni che Cucchiani, considerato da sempre come eterno candidato alle poltrone dell’alta finanza, e’ entrato a far parte del mondo Intesa e il fatto che la crisi abbia toccato soltanto in maniera marginale l’azienda e’ senza dubbio un vanto. Tra l’altro, se si vuole essere proprio precisi, la retribuzione del manager milanese sale a 4,47 milioni se si tiene conto di quanto verra’ pagato in azioni.

Per il momento, comunque, e’ stata concessa solo una parte del bonus monetario (900mila euro), mentre il resto verra’ pagato nel 2014, nel 2015 e nel 2016. Si parla di “stipendi d’oro” anche per altri manager importanti della banca, come ad esempio Giovanni Bazoli, numero uno del consiglio di sorveglianza, e Andrea Beltratti, presidente del consiglio di gestione: per entrambi, si e’ trattato di 1,08 milioni di euro, un compenso tagliato di circa un terzo.

Forse e’ esagerato dire che Intesa Sanpaolo si puo’ permettere retribuzioni del genere, ma finora la solidita’ della banca non e’ stata messa in dubbio. Probabilmente sono stati compresi e non ripetuti gli errori del passato: appena otto mesi fa, infatti, l’ex direttore generale Marco Morelli, il quale e’ anche indagato per ostacolo alla vigilanza nel caso Monte dei Paschi, incasso’ quasi tre milioni di euro. Visti i tempi che corrono, le banche italiane sono le prime a dover dare l’esempio.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it