Gli esuberi italiani della Electrolux

Gli esuberi italiani della ElectroluxBasta un colpo di aspirapolvere e 1.129 dipendenti non ci sono piu’: la Electrolux, multinazionale svedese degli elettrodomestici ha fissato proprio a questo numero i suoi esuberi dopo un incontro con le sigle sindacali. In pratica, si sta parlando di 597 unita’ lavorative che erano gia’ state coinvolte e di altre 532 che sono state aggiunte ultimamente, visto che il gruppo di Stoccolma ha intenzione di attuare un piano di ristrutturazione nel nostro paese.

In effetti, i provvedimenti sono stati decisi per ben quattro stabilimenti italiani, vale a dire quello di Porcia (provincia di Pordenone) con quasi trecento operai che hanno ricevuto il ben servito, Susegana (provincia di Treviso) con altri 373, Forli’ e duecento dei suoi operai del sito produttivo e Solaro (Milano) con gli ultimi 261 esuberi. Il meeting con i sindacati di ieri a Mestre ha prodotto questo risultato non certo incoraggiante, anche se le trattative vere e proprie cominceranno tra due settimane.

Che cosa succedera’ a tutta questa gente? Per loro, la Electrolux non ha voluto utilizzare la parola “licenziamento”, puntando piu’ che altro sui contratti di solidarieta’ da sei ore al giorno. Ci avevano raccontato che la luce in fondo al tunnel della crisi era piu’ vicina, ma simili notizie fanno dubitare parecchio. D’altronde, la Electrolux e’ in grande difficolta’ a livello europeo e i suoi ultimi dati economici lo confermano.

In particolare, la multinazionale svedese ha ottenuto risultati brillanti nel 2012 nell’America del Nord e quella Latina, due zone che garantiscono la meta’ esatta del fatturato. Anche l’Asia e i mercati emergenti si sono ben comportati, peccato che il Vecchio Continente sia stato l’unica eccezione in questo senso (la Electrolux vanta ventidue impianti europei). E a rimetterci, come successo anche in altri stabilimenti, sono sempre gli operai.

Autore: Redazione – Iljournal.it