Futuro incerto per i Monti Bond di Monte dei Paschi

monti bondMonti Bond e Monte dei Paschi di Siena, le due strade sembrano destinata a non incontrarsi per lungo tempo: il governo è sempre piu’ intenzionato a rimandare il piano di salvataggio da 3,9 miliardi di euro destinato alla banca toscana, una patata bollente che verra’ lasciata in ereditata al prossimo esecutivo. Sembrava tutto pronto per completare il pagamento, ma in realta’ bisogna effettuare l’operazione entro il 1° marzo, dunque non sono rimasti che due giorni.

Queste obbligazioni dovevano essere vendute dalla Rocca Salimbeni al governo stesso con una cedola del 9% (con un possibile aumento fino al 15%). Il momento negativo per i bond in questione, pero’, e’ testimoniato perfettamente anche dall’appello presentato dall’associazione dei consumatori Codacons contro la recente sentenza del Tar Lazio. In pratica, quest’ultimo ha respinto un altro ricorso dell’associazione, sancendo di fatto il via libera ai titoli.

L’appello e’ stato presentato al Consiglio di Stato, il quale si esprimera’ probabilmente il prossimo 8 marzo. La netta contrarieta’ del Codacons al prestito obbligazionario dipende da un fatto ben preciso. Come si puo’ leggere nell’appello, il bilancio di Mps del 2009 sarebbe stato truccato grazie ai derivati messi a disposizione da Nomura. In questa maniera, molte perdite sono state occultate ed e’ calato il mistero sulla discussa acquisizione di Antonveneta.

Ecco perche’ non esisterebbe il presupposto per sottoscrivere i bond. Allo stesso tempo, l’emissione di Monti Bond avrebbe provocato un serio danno alla concorrenza, visto che altri istituti di credito a rischio di fallimento non sono stati aiutati allo stesso modo. Il nuovo governo, la cui composizione e’ destinata a rimanere in alto mare per diverso tempo, dovra’ tenere conto anche di questa situazione ingarbugliata.

Autore: Simone Ricci – Iljournal.it