Ftse Mib soffre lo stacco cedola. Frena il petrolio. Si teme per l’inflazione

In calo gli indici a Wall Street dopo i record fatti segnare la scorsa settimana e nonostante i dati macro migliori delle attese. L’Ftse Mib soffre lo stacco cedola.

Ufficio Studi IG. Le vendite di abitazioni esistenti a maggio hanno registrato un balzo quasi del 5%, con un tasso di vendita che non si vedeva da ottobre scorso. Sono stati rivisti al rialzo anche i dati di aprile. Il dato rafforza le aspettative per quelli che saranno pubblicati domani sulle nuove abitazioni. Se il comparto immobiliare dovesse riprendere a correre, alla luce anche dell’accelerazione dell’inflazione, è probabile che la Fed acceleri l’uscita dal piano di QE nel prossimo meeting di luglio. Questo evento potrebbe creare un certo disturbo al mercato. Il flusso di dati in arrivo da qui al 3 luglio prossimo saranno fondamentali per queste aspettative.

In Europa, i cali sono stati intorno al mezzo punto percentuale per tutti gli indici, fatta eccezione per il PSI portoghese e per l’indice Ftse Mib, quest’ultimo colpito anche dallo stacco cedola. Gli investitori nel vecchio continente sembrano non aver apprezzato le figure deboli rilasciate sul fronte PMI. In modo particolare, continua ad essere fonte di timore la Francia, che ha visto a giugno peggiorare sensibilmente il ritmo di contrazione. Non hanno entusiasmato neanche i dati tedeschi e domani potremmo averne conferma dall’indice IFO sulla fiducia delle aziende.

Forex: Eur/Jpy in calo dopo PMI
Sul fronte valutario, i movimenti più interessanti si sono verificati sullo yen, oggetto di acquisto sul mercato dopo i dati deludenti sui Pmi dell’eurozona. Il cambio Eur/Jpy è sceso ai minimi da una settimana in area 138,30, mentre l’Eur/Usd si è portato a quota 1,3540, salvo poi recuperare. I dati deboli arrivati soprattutto dalla Francia aprono a nuove incertezze. Gli investitori sono consapevoli che per ulteriori misure da parte della Bce, QE in primis, occorrerà attendere diversi mesi.

I​talia: Ftse Mib colpito da stacco cedola e debolezza
Il FtseMib ha terminato le contrattazioni in area 21.740 punti (-1,15%). Il calo è in parte imputabile allo stacco cedola di alcuni titoli del settore delle utility e in parte a una debolezza generalizzata del mercato. In realtà, già la chiusura dello scorso venerdì sotto quota 22 mila punti preannunciava una fase di debolezza marcata per questa ottava. Il primo supporto rimane a 21.550 punti, ultimo baluardo a difesa di 21.250 punti. La prima resistenza si colloca a 22 mila punti, oltre la quale si aprirebbe un allungo verso 22.300 punti.

Materie Prime: Petrolio corregge, ma investitori temono accelerazione inflazione
Tra le materie prime, torna a scendere il prezzo del petrolio, dopo aver aggiornato i nuovi massimi da settembre scorso nella notte. Il Wti con scadenza ad agosto scambia a 106,30 dollari/barile, lontano dai 107,40 della notte, mentre il Brent oscilla intorno ai 114,30 dollari, dopo aver testato i massimi della scorsa settimana a 115,60 dollari sui mercati asiatici. Il calo potrebbe essere fisiologico e potrebbe aprire a una nuova ondata di rialzi nel caso di un’escalation delle tensioni in Iraq. Se i prezzi del petrolio dovessero tenersi alti a lungo potremmo avere nell’arco dei prossimi 6/8 mesi dei riflessi sull’inflazione e questo potrebbe essere un elemento che molti investitori stanno valutando visto il forte rialzo dell’oro. Il metallo prezioso si conferma così bene rifugio in uno scenario inflattivo. Il prezzo spot dell’oro rimane sui massimi degli ultimi due mesi, in area 1.320 dollari/oncia.

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