Fisco: lavoriamo 348 giorni l’anno per pagare spese e tasse. Piu’ penalizzate le famiglie

Lavoriamo solo per pagare spese e tasse. Per risparmiare e “goderci la vita” ci restano solo 17 giorni del nostro stipendio.

E’ questa l’amara realta’ che viene fuori dalla ricerca del Centro studi Sintesi per Il Sole 24 Ore.

In base al report solo al 14 del mese di dicembre una coppia di genitori con due figli a carico smette di lavorare per pagare spese, imposte e tributi e comincia a poter risparmiare. In soli 12 mesi, quindi, i giorni per mettere fieno in cascina sono drasticamente scesi rispetto ad un anno fa: da 24 a 17.

Va un po’ meglio, ma non troppo, per le famiglie con un figlio. In questo caso la data in cui si smette di lavorare per pagare spese, imposte e tributi diventa l’8 dicembre. E i giorni per il risparmio si attestano a quota 23,5, contro i 27 circa del 2011.

Lo studio conferma le difficolta’ economiche delle famiglie italiane, che riescono a trasformare in risparmio una quantita’ sempre minore del proprio reddito. In particolare, le famiglie piu’ colpite sembrano essere quelle con due figli: per questa tipologia, infatti, i giorni lavorati in un anno e destinati al risparmio si sono praticamente dimezzati nell’ultimo biennio, passando da 29,7 giorni nel 2010 a 16,8 giorni nel 2012».

La dinamica e’ il risultato combinato di piu’ fattori. Ma dalla ricerca e’ evidente come la parte del leone l’abbia fatta l’incremento della tassazione, sia nella componente diretta – Irpef e addizionali, contributi previdenziali, Tia/Tarsu e, da ultima, l’Imu – sia in quella indiretta: Iva e accise sui carburanti.

Se si tiene conto di tutto, ormai i giorni dedicati al pagamento di imposte e tasse hanno superato i quattro mesi e mezzo, raggiungendo quota 137 giorni nel caso di famiglie con un figlio e 136 per i nuclei con due figli.

In questo quadro, poi, sara’ tutto da considerare l’impatto delle misure previste per il prossimo anno con la legge di stabilita’, in alcuni casi favorevoli – come il taglio al cuneo fiscale o gli sconti Irpef per i familiari a carico – e in altri meno vantaggiosi a una prima analisi, come l’esordio della Tares o gli aumenti delle addizionali comunali figli della manovra-bis di ferragosto 2011, varata dall’allora Governo Berlusconi in piena tempesta-spread.

24 / 12 / 2012

Fisco

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Fisco Economia Soldi   Autore: redazione – Finanzautile.org